Data: 11/04/2007
Testata giornalistica: Il Sole 24ore Trasporti
Liberalizzazioni. Il Governo stringe sulle regole. Più concorrenza e trasparenza. Prima bozza di riforma al tavolo istituzionale: entro aprile un Ddl delega

La Presidenza del Consiglio prova a stringere i tempi sulla riforma del trasporto locale e al tavolo di confronto aperto con le Regioni, gli enti locali, le imprese e i sindacali propone nuove regole per favorire la concorrenza e migliorare l'efficienza dei servizi urbani ed extra-urbani su gomma. I.'impegno è a licenziare entro la primavera un disegno di legge delega che consenta di completare l'impianto regolamentare entro fine anno.
Pur in un quadro di coerenza con il Ddl 772, cosiddetto Lanzillotta sui servizi pubblici locali, nel documento di Palazzo Chigi non si formuano ipotesi alternative all'affidamento con gara, come già previsto dalla legge 422/97. Nessuna nuova apertura all'in house, quindi.
Anzi, è stato lo stesso coordinatore delle Regioni, l'assessore della Campania. Ennio Cascetta, a proporre in luogo degli affidamenti diretti il «modello Genova». Gli enti locali proprietari di aziende di Tpl che non se la sentono di aprire semplicemente alla concorrenza per il mercato, con il rischio che le loro Spa vengano battute, possono optare per una gara duplice, che metta all'asta una quota azionaria (con relativa governance) contestualmente alla gestione del servizio. Esattamente la strada scelta dal Comune di Genova, che ha fatto da apripista con Amt, «In questo modo - ha spiegato Cascetta. - si innestano nelle aziende pubbliche soggetti che portano know how gestionale». Una proposta condivisa dalla Commissione Trasporti e infrastrutture delle Regioni.
Per superare il conflitto d'interesse tra ente appaltante e partecipante, in quanto proprietario del gestore, alla gara, la bozza redatta dai collaboratori di Francesco Boccia, capo del dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali di Palazzo Chigi. propone l'obbligo di richiedere un parere all'Autorità garante per la concorrenza e il mercato sulle procedure concorsuali seguite a garanzia della loro trasparenza e imparzialità.
«Nel processo di revisione della legge 422 - si legge ancora nella bozza - accanto alla concorrenza per il mercato come operazione propedeutica ai miglioramento di efficienza, qualità e condizioni di lavoro, assume centralità la tutela degli utenti. In questo senso il "Patto interistituzionale" sulla mobilità locale diventa anche un "Patto con i cittadini".
Il Governo vuole intervenire sui fattori che hanno determinato il mancato funzionamento delle gare nel Tpl su gomma: 1) i vincitori sono risultati quasi ovunque gli stessi operatori che gestivano il servizio: 2) le Ati che si sono costituite non hanno prodotto vere aggregazioni industriali: 3) le basi d'asta erano poco remunerative; 4) i ribassi sono stati contenuti, soprattutto dove le «clausole sociali» erano troppo stringenti; 5) le variabili qualitative hanno avuto poco peso.
Sul tema delle Ati si ipotizza di generalizzare alcune norme regionali già adottate (per esempio dalla Toscana) per obbligare i raggruppamenti vincenti a trasformarsi in Spa vere e proprie entro un anno dall'affidamento. Altre questioni prese in esame sono state; la dimensione dei lotti di gara per andare a individuare quella ottimali; i contenuti minimi dei contratti di servizio e gli standard qualitative da incentivare con l'adozione di meccanismi che premino o penalizzino le aziende sul raggiungimento degli obiettivi; il rapporto costi/ricavi da mantenere al 35% lasciando alle Regioni la possibilità di procedere in autonomia laddove i ricavi da traffico non lo garantiscano.
Tra i punti indicati anche la revisione della «clausola sociale», da rimodulare per consentire all'azienda che subentra una maggiore flessibilità nella gestione dell'organizzazione e della mobilità del personale. Idea contestata dalle organizzazioni sindacali. anche perchè nel documento non si prevede un altro istituto essenziale, ovvero la costituzione di un fondo per la mobilità degli autoferrotranvieri.

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