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ROMA. Continuano a crescere le entrate fiscali. Nel bimentre gennaio-febbraio il Fisco ha incassato, fra imposte dirette ed indirette, il 7,1% in più rispetto allo scorso anno. In valore assoluto si tratta di 3 miliardi e 769 milioni di euro su un totale di 57 miliardi e 202 milioni. Si conferma la tendenza alla crescita delle entrate fiscali e subito si riaccende la discussione su cosa fare del «tesoretto». I due sottosegretari dell'Economia, il diessino Alfiero Grandi e Mario Lettieri, Margherita, indicano in Ici, affitti e incapienti la strada maestra dell'utilizzo. Frena, invece, il viceministro Vincenzo Visco che, se da un lato si dice soddisfatto dell'andamento delle entrate fiscali, dall'altro invita alla prudenza su un'eventuale destinazione. L'Ire cresce. L'Imposta sul reddito, ex Irpef, vale quasi un terzo delle nuove entrate: 1 miliardo e 161 milioni. Cresce del 4,4% rispetto al primo bimestre dello scorso anno. Una crescita dovuta a due fattori: l'aumento del numero degli occupati (460mila unità) e la rimodulazione delle aliquote. Insomma c'è più gente che paga (anche se si tratta soprattutto di contratti a tempo determinato e comunque con livelli salariali bassi), ma anche gente che paga di più. Consumi italiani. Altro dato interessante riguarda le imposte indirette, l'Iva in particolare. Aumenta del 5,2% rispetto al 2006, con 630 milioni in più (la terza posta come valore assoluto dopo i 655 milioni dell'imposta sostitutiva sui redditi, redditi da capitale e interessi). L'analisi del gettito mostra come dei 12,8 miliardi incassati in gennaio e febbraio il grosso venga dagli scambi interni (con un aumento che vale il 7,1%), mentre il gettito dell'Iva sulle importazioni è calato del 2,9%. Soldi dagli evasori. Nei primi due mesi i controlli fiscali hanno dato 447 milioni di nuove entrate, 120 milioni in più, il 36,7%, rispetto allo scorso anno. 299 milioni vengono da accertamenti su evasione di imposte dirette, 148 da controlli sulle imposte indirette. «Soddisfatto, ma...». «I risultati delle entrate - dice Visco - sono certamente soddisfacenti. Questo non significa che si possa usare il dato dei primi due mesi per fare una proiezione meccanica sull'intero anno. Bisogna attendere almeno i dati dell'autotassazione». Luglio, insomma. Poi avverte che, comunque, molti dei soldi che si incassano in più una loro destinazione ce l'hanno già: «Bisogna ricordare - dice il viceministro - che nei decreti di luglio e ottobre e nella Finanziaria sono stati inseriti numerosi provvedimenti di lotta all'evasione e all'elusione fiscale il cui frutto è stato impegnato nella stessa Finanziaria a riduzione del deficit e a copertura della spesa pubblica prevista nel 2007». «Via l'Ici». Mario Lettieri, sottosegretario all'Economia, la pensa in modo opposto a Visco. «La conferma del buon andamento del gettito dimostra la strutturalità delle entrate. Quindi un intervento sulla casa si può fare anche in tempi brevi. Io ho sempre sostenuto l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, poi ci sono state proposte intermedie (anche quella di abolirla fino a 100 metri quadrati, ma si rischia la sperequazione fra zone di pregio e no, ndr)». Per l'abolizione dell'Ici è anche Alfiero Grandi, che indica tempi (giugno) e modi (inserimento nella delega fiscale in discussione in Parlamento). «Finita la trattativa con le parti sociali - dice Grandi - e quindi definite le risorse per gli ammortizzatori sociali e le pensioni basse, avremo le condizioni per finanziare gli sgravi Ici e gli affitti sulla prima casa. L'operazione prima casa, potrebbe costare, fra i 2 e i 3 miliardi». |