Data: 13/04/2007
Testata giornalistica: Ansa
Trasporto pubblico: in citta' meglio aspettare il bus

Il trasporto pubblico si fa strada nel caos delle grandi aree metropolitane, ma perde utenti - e tanti - nei centri sotto i 100 mila abitanti. Rasserena gli ambientalisti sapere che fra il 2000 e il 2005 il numero di auto per abitante e' diminuito (con punte del -9,4% a Milano e del -7,3% a Firenze e Napoli) nelle grandi aree urbane, ma ha registrato una crescita costante nei piccoli e medi centri (+4,8%). E' il flash scattato dal 4/o rapporto Isfort (in collaborazione con Audimob) e presentato oggi a Firenze nel corso del convegno organizzato da Asstra (Associazione delle societa' di trasporto pubblico). Il rapporto conferma alcune tendenze di fondo: la crescita della domanda di mobilita' e il monopolio delle ''quattro ruote''. Sono in forte aumento la lunghezza e i tempi medi dei viaggi, aumentano i consumi di trasporto misurati in passeggeri/km (+14,8% rispetto al 2005), in leggero calo e' invece il numero complessivo degli spostamenti. Restano preponderanti gli spostamenti di corto raggio (fino a 10 km) ma riducono il proprio peso di circa 5 punti percentuali. In breve: nelle grandi aree urbane il trasporto pubblico guadagna spazio (passa dal 28,4 del 2005 al 29,3% del 2006 come quota di spostamenti), invariato il mezzo privato (60 contro 60,1%) e in calo le due ruote (dall'11,6 al 10,6%). * SOTTO 100 MILA ABITANTI VINCE IL MEZZO PRIVATO Nei Comuni sotto i 100 mila abitanti il rapporto Isfort registra un vero e proprio crollo sull'uso del mezzo pubblico. Si passa dal 5,4% del 2005 al 3,4% del 2006, mentre si impenna l'uso del mezzo privato che sale dall'88 al 90,8% delle quote di spostamenti. Smog, code, inquinamento dell'aria e acustico sono ormai patologie che aggrediscono comuni di 20-30 mila abitanti, soprattutto se a ridosso dei grandi centri urbani (si pensa all'hinterland di metropoli come Roma, Milano, Torino, Napoli). * IN AUMENTO INDICE SODDISFAZIONE PER BUS E METRO, TRENO KO Gli utenti del mezzo pubblico sono soddisfatti di bus e metro, ma terrorizzati dal treno locale (crolla dal 6,82 del 2004 al 5,94 del 206, in una scala da 1 a 10, l'indice di soddisfazione). Per il bus il valore rimane invariato (5,93/2004, 5,91/2006) mentre e' un successo per la metropolitana (da 6,49 a 7,15). Secondo lo studio Isfort, rimangono alcuni fattori di criticita'. Ad esempio la velocita' commerciale del mezzo pubblico, seppur di poco, continua a diminuire (da 15,8 km/h nel 2005 a 15,3 km/h nel 2006) mentre cresce lievemente la velocita' del mezzo privato (da 24,2 a 24,5 km/h). * IL 33% SI SPOSTA IN BICICLETTA O A PIEDI Fra le altre qualita' attribuite agli italiani, se ne aggiunge una nuova: sono maratoneti. Infatti sono il 33,9% gli italiani che nel 2006 hanno scelto di muoversi a piedi o in bicicletta, il valore piu' alto in assoluto rispetto dal 2000. I pedoni sono stati nel 2066 il 28,1% contro il 26,3 del 2005. I ciclisti hanno rappresentato il 5,8% contro il 4,8%. * LE RICETTE PER IL RILANCIO DELLA MOBILITA' Infrastrutture dedicate, servizi, rinnovo del materiale rotabile: e' attorno a questi punti, suggerisce il rapporto Isfort, che puo' utilmente svilupparsi una politica per ampliare e qualificare l'offerta di mobilita' collettiva. Agli italiani e' possibile trasmettere subito un segnale positivo agli italiani, se ognuno degli attori sapra' assolvere alla propria parte: le amministrazioni locali programmando meglio gli interventi sul trasporto urbano, e applicando con piu' determinazione le misure strutturali per la mobilita' sostenibile; il sistema delle aziende accelerando i processi di razionalizzazione e di accresciuta efficienza.

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