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PESCARA. La precarietà, le crisi dei bacini industriali, la sicurezza sul lavoro. Per i sindacati abruzzesi ci sono tutti i motivi per considerare quella del Primo maggio una ricorrenza tutt'altro che superata. Le organizzazioni dei lavoratori si preparano ad una giornata di mobilitazione, fra il tradizionale appuntamento di Bussi, il concerto di Pescara e l'incontro sul precariato promosso dagli studenti di Atri. Una delegazione della Cisl abruzzese guidata dal segretario Gianni Tiburzi è già arrivata a Locri, per partecipare alla manifestazione nazionale promossa dal nuovo numero uno del sindacato cattolico Raffaele Bonanni, abruzzese di Bomba. «La nostra continua ad essere una regione in cui il lavoro è precario e alle giovani generazioni è negato il diritto di costruirsi un futuro», dice Franco Leone, segretario regionale della Cgil. Ma una quota di responsabilità, dice Leone, è anche degli enti pubblici: «Con la pratica degli appalti concessi al massimo ribasso, i diritti dei lavoratori vengono mortificati». Per questo oggi occorre «un ripensamento complessivo delle politiche del lavoro», e certo l'arrivo alla seconda ed alla terza carica dello Stato di due personaggi politici provenienti da una lunga gavetta sindacale è accolta positivamente. Eppure i sindacati non si illudono: «Ci ricordiamo le roboanti promesse della giunta regionale sulla concertazione, ma oggi», accusa Leone, «ci sono assessori che ci ignorano ed un complessivo disinteresse del governo regionale sulla partecipazione dei lavoratori al rilancio del sistema Abruzzo». Il congresso regionale della Uil, convocato per l'11 ed il 12 maggio alla presenza di Ottaviano Del Turco e del suo predecessore Giovanni Pace, sarà con ogni probabilità la data del rilancio dell'iniziativa sindacale. «Abbiamo voluto invitare il presidente ed il leader dell'opposizione perché ci sono ormai grandi scelte non più rinviabili, sulle quali occorre un'unità di intenti del mondo istituzionale», dice Roberto Campo, segretario della Uil. «Al di là delle prerogative dei due schieramenti bisogna mettersi attorno ad un tavolo e parlare di investimenti, infrastrutture, formazione, perché l'Abruzzo del lavoro sta conoscendo una crisi per troppi anni sottovalutata». Campo ricorda infatti che «se negli anni passati, di fronte ad un Pil non positivo, l'occupazione si dimostrava stabile, oggi stiamo vivendo il contraccolpo di quegli anni, con un incremento pericoloso della disoccupazione di fronte al quale tutti devono sentirsi responsabili». «Ora Del Turco deve convocarci tutti per capire come risolvere le gravi crisi occupazionali e affrontare il nodo della sicurezza sul lavoro che resta una piaga», aggiunge il segretario dell'Ugl Geremia Mancini, «perché solo così si può rilanciare l'Abruzzo. In questo senso credo che sia un bene per l'Abruzzo che un suo corregionale sia diventato presidente del Senato: questa regione ha diritto all'attenzione che merita». Mancini ci tiene però a dedicare questo Primo maggio anche «ai lavoratori in divisa, spesso bistrattati, ma che per il loro lavoro ed il loro servizio spesso rischiano di perdere la cosa più preziosa, la vita». |