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ROMA. Il Quirinale scuote il Parlamento contro le morti bianche. «Bisogna fare in fretta», dice il presidente della repubblica Giorgio Napolitano dopo lo stillicidio di infortuni sui posti di lavoro che quotidianamente riempiono le cronache. L'appello è rivolto a maggioranza e opposizione, perché discutano «liberamente ma rapidamente» il disegno di legge varato venerdì dal governo con le nuove misure pensate per arginare la strage. «Non ci sono più parole per esprimere lo sdegno e il dolore», dice Napolitano, per il quale ormai è arrivato il momento «di decidere e agire». Non è la prima volta che il presidente della Repubblica interviene per esprimere il suo sdegno su quanto accade all'interno dei cantieri, dei porti, di tutti quei posti di lavoro che troppo spesso si trasformano in altrettante trappole alla vita di chi vi lavora. Fin dall'inizio del suo settennato, quella delle morti bianche è un capitolo sul quale Napolitano è puntualmente e periodicamente tornato, ogni volta sollecitando il mondo della politica a fare di più, a varare nuove leggi ed aumentare i controlli. Come ha fatto ieri, rispondendo alle domande del direttore del Tg3 Antonio Di Bella proprio mentre le agenzie di stampa battevano la notizia di altri due infortuni mortali in Sicilia e in Sardegna. Napolitano invita a non perdere ulteriore tempo e ad approvare subito il disegno di legge del governo.«Faccio appello al Parlamento, maggioranza e opposizione, affinché lo si discuta liberamente, ma rapidamente, tenendo anche conto del fatto che subito dopo l'approvazione della legge bisognerà mettersi subito al lavoro per varare i decreti attuativi», Napolitano ha detto poi di condividere l'appello lanciato in questi giorni dal presidente del Senato: «Sono del tutto d'accordo con il presidente Marini - ha spiegato - che è un problema di cultura, di atteggiamento, che coinvolge in senso generale l'opinione pubblica, ma anche il sistema delle imprese, che chiama alla vigilanza anche i rappresentanti del lavoratori per la sicurezza». E infine la richiesta al governo a svolgere più ispezioni sui posti di lavoro e l'impegno a dedicare alla tragedia delle morti bianche la giornata del Primo maggio, festa del lavoro. Le parole di Napolitano hanno suscitato l'immediata adesione da parte di esponenti del centrosinistra: «Anche grazie alla forte azione del presidente della Repubblica si sta rompendo il silenzio su un dramma che si ripete e sul quale, evidentemente c'è stato un abbassamento dell'attenzione», commenta il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, pronto se necessario a intervenire con un decreto legge per accelerare i tempi. D'accordo sul decreto legge anche il diessino Cesare Salvi: «Il ddl non è sufficiente - spiega il presidente della commissione Giustizia del Senato - sia per i tempi lunghissimi previsti per l'entrata in vigore, sia per l'assenza di stanziamenti adeguati a favorire delle attività di prevenzione e controllo». Un invio a fare in fretta che arriva anche segretario della Cisl Raffaele Bonanni: «Ora la politica non ha più alibi: il Parlamento deve rispondere in maniera responsabile a unitaria, approvando in tempi brevissimi il testo unico sulla sicurezza del lavoro, che il nostro Paese attende da ben 10 anni». |