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Quarta: An polemizza? Solo l'Unione ha fatto tagli reali L'AQUILA. Fa discutere e polemizzare la prima delle due puntate della riforma degli enti regionali caratterizzata dalla soppressione di 29 organismi ritenuti inutili e dall'abolizione delle indennità in altre 60 realtà. La lite è tra centrodestra e centrosinistra. In particolare, è scontro tra il segretario generale della presidenza della giunta, Lamberto Quarta, e il consigliere regionale di An Fabrizio Di Stefano. Tutto questo mentre il consigliere regionale dell'Italia dei Valori Alfonso Mascitelli annuncia la presentazione di una interpellanza in Consiglio regionale per chiedere al presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, rassicurazioni sull'attuazione a breve di una riforma complessiva degli enti strumentali: «Se l'azione per tagliare i costi della politica», dice l'esponente dell'Idv, «si riducesse a questo intervento su commissioni e comitati, saremmo di fronte ad una sterile operazione tesa a cambiare tutto per non cambiare niente. E' importante capire che il taglio dei costi della politica non è solo la riduzione del numero dei Cda o la eliminazione dei gettoni nelle commissioni, il vero risultato sta nel rendere efficienti ed efficaci quegli enti che sono realmente strumenti dell'azione di governo». Mascitelli è insieme al suo capogruppo, Bruno Evangelista, l'unico tra i consiglieri della maggioranza di centrosinistra ad aver preso posizione sulla delicata questione. E' invece molto loquace Quarta che risponde prima all'opposizione di centrodestra e poi a Di Stefano, per il quale la Regione, con questa operazione risparmia 150mila euro, e non il milione di euro ipotizzato dai tecnici del segretariato generale autori del censimento che ha fatto venire a galla un sottobosco di 89 enti regionali, tra commissioni, consulte e comitati. «L'opposizione», sostiene Quarta, «per cinque anni nella nostra Regione non solo non ha fatto nessuna riforma degli enti ma ha anche prodotto un deficit, tra spesa sanitaria e disavanzo di bilancio, di oltre 2 miliardi di euro. E oggi, dopo il disastro, pretenderebbe di dirci come ridurre le spese. Con il provvedimento che ci apprestiamo a varare, taglieremo commissioni ed enti inutili e per tutti gli altri procederemo ad un radicale abbattimento dei costi. Il che produrrà, lo confermo, un risparmio che sarà di oltre il milione di euro». Ed ecco l'affondo all'esponente di An: «Di Stefano», attacca Quarta, «è l'autore di una legge indecente che ha regalato in questi anni decine di milioni di euro alle cosiddette farmacie rurali: per essere sicuro che quel regalo andasse a tutte le farmacie, ha introdotto un criterio di calcolo degli abitanti che risiedono nelle zone dove insistono le farmacie rurali, unico in Italia: e cioè non contano gli abitanti dei comuni ma gli abitanti residenti nel raggio di un chilometro dalla farmacia. Il risultato è che praticamente il 90% delle farmacie abruzzesi sono rurali: il regalo viene percepito anche da farmacie che si trovano collocate in grandi centri o in comuni molto popolosi come ad esempio Tollo». |