Data: 17/04/2007
Testata giornalistica: Il Secolo XIX
Altro infortunio, tensione in porto. Anche gli studenti in corteo. Operaio colpito da elevatore. Via a due sottoscrizioni. In tilt per ore il nodo autostradale

NEL GIORNO del maxi vertice in prefettura, figlio della rabbia per la morte di Enrico Formenti, il porto si scuote per l'ennesimo infortunio sul lavoro. Avvenuto ieri mattina al Terminal Messina, sul molo Nino Ronco. Un incidente che ha fatto risuonare ancora una volta le sirene di un'ambulanza fra container e spedizionieri, mentre in città e nelle autostrade erano i clacson a farla da padrone. Perché i cortei di studenti e lavoratori portuali da una parte, e l'ingorgo di tir e mezzi pesanti rimasti in attesa dopo la tragedia della settimana scorsa, hanno messo a dura prova la viabilità.
Il ferimento. Nel bacino di Sampierdarena ieri l'aria si è fatta subito pesante. Un dipendente della Messina & C. spa, un operaio quarantenne, stava lavorando attorno a un elevatore in funzione. Stando alle testimonianze di alcuni colleghi presenti, il mezzo avrebbe iniziato a sobbalzare a causa del terreno sconnesso. Finendo così con il colpire il portuale. L'uomo si è accasciato a terra, stringendosi la gamba sinistra e urlando: una parte metallica del veicolo gli ha lacerato il muscolo vicino alla tibia. Sul posto è arrivata un'ambulanza del 118 che ha accompagnato la vittima al Villa Scassi. Lì i medici si sono immediatamente accorti della gravità di quella lacerazione: il taglio era profondo, perpendicolare alla gamba. E lasciava intravedere l'osso. Il personale del pronto soccorso ha suturato la ferita, tentando di ridurre la lesione muscolare.
Le manifestazioni. «Porto. 30 morti in 10 anni, ora basta». È lo striscione dietro il quale si sono schierati, alle 6 in lungomare Canepa, una quarantina di lavoratori. Erano "l'Assemblea di Ponte Etiopia", una neonata formazione nella quale si è riunito il nucleo duro di chi, dopo la scomparsa di Formenti, ha bruciato i copertoni e gridato con tutto il fiato contro le morti bianche. Quando il corteo è partito, tagliando l'area portuale per raggiungere la stazione Marittima, è intervenuto il console Paride Batini, che ha convinto alcuni a desistere dalla "marcia" in attesa dell'incontro in Prefettura. Chi ha proseguito, davanti alla stazione marittima si è unito invece alla manifestazione degli studenti. Circa duecento ragazzi infatti hanno sfilato ieri mattina da piazza Caricamento a Principe, per poi tornare all'Expo, protestando contro l'infiltrazione nelle scuole delle formazioni neo-fasciste. «Abbiamo formato un Coordinamento studentesco antifascista, perché ormai la dimensione del fenomeno è preoccupante», ha spiegato Saul, 21 anni, dell'Itis Gastaldi. La processione, con la musica "ska" a tutto volume che strideva accanto al silenzio furioso degli operai, si è spenta davanti a palazzo San Giorgio, dove una delegazione di questi ultimi è stata ricevuta dal Presidente Giovanni Novi. «Vogliamo creare un comitato di lavoratori con pieni poteri in materia di sicurezza - raccontano i manifestanti usciti dal meeting - perché solo stando sulle banchine si possono conoscere queste problematiche. Novi ci ha rimandato alla riunione in Prefettura». Dove "l'Assemblea" ha preannunciato colpi di scena: «Apriremo il libro nero. A Novi abbiamo fatto presente ad esempio che da Genova transitano rifiuti tossici, e nessuno fa nulla».
Il caos. Il nodo autostradale che circonda la Superba è entrato in crisi sin dalle prime ore della mattina. Perché con il blocco del porto che ha fatto seguito alla morte del quarantenne, venerdì scorso, molte imprese hanno rimandato l'arrivo delle merci che viaggiano su strada. Ieri tutto è ripartito, intasando i varchi di tir. Il casello autostradale di Genova Ovest è andato rapidamente in tilt, generando lunghe code sino alle 13.30 in direzione Genova. Sull'A10 si procedeva a singhiozzo sin da Arenzano mentre sull'A12, gli incolonnamenti iniziavano a Nervi. Stesso scenario in A26, a partire dall'uscita di Masone, e in A7 da Busalla all'intersezione con l'A12. La circolazione ordinaria infine non si è certo salvata. Con i terminal portuali in ginocchio per il sovraccarico di arrivi e i cortei a fermare le auto, il Ponente si è trasformato in un inferno.
Le sottoscrizioni. Sindacati e Autorità Portuale hanno organizzato nel frattempo due raccolte di fondi in favore della famiglia di Enrico Formenti. Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil-Trasporti hanno aperto un conto corrente presso la Banca Intesa-San Paolo (n.6152864220/23; ABI 03069; CAB 01489) intestato a "Soracco Monica e D'Urso Rosario". L'Autorità Portuale invece ha attivato una seconda sottoscrizione presso la Banca Carige (numero di conto 8389/80) intestata a "Autorita Portuale di Genova per Formenti Enrico".

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