Data: 20/04/2007
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Filovia. Non molla il fronte del no. Perplessità sulla utilità dell'opera se rimarrà confinata al solo tratto Pescara-Montesilvano

Alcuni distinguo sul recente parere fornito dal ministero delle Infrastrutture. La battaglia continua

FILOVIA sì, filovia no. I fronti opposti cominciano a duellare. Due giorni fa i favorevoli alla realizzazione di un sistema di Trasporto rapido, di massa e non inquinante sulla cosiddetta Strada parco hanno reso noto di aver raccolto cinquemila firme a sostegno della loro posizione e ribadito che ormai è ora di rendere definitivo l'appalto già assegnato in via provvisoria alla Balfour-Beatty per 31 milioni di euro. Ieri mattina conferenza stampa dei contrari alla filovia: varie associazioni tra cui quella che porta appunto il nome di "Strada parco". Nella sala consiliare del Comune a spiegare i motivi dell'opposizione alla filovia l'ing. Mario Sorgentone, irriducibile oppositore all'opera, il consigliere provinciale Aurelio Giammoretti (Margherita) anche nella veste di presidente dell'associazione "Proposta popolare", il consigliere comunale Davide Pace (Ds) e rappresentanti di vari comitati. Parte all'attacco Sorgentone che critica il "trionfalismo di quanti sono favorevoli alla filovia" sulla scorta del recente parere fornito dal ministero delle infrastrutture. Un parere con molti "se" e tanti "ma". L'appunto più importarne e di segno negativo riguarda - secondo Sorgentone - l'insufficienza dei fondi a disposizione (31 milioni di euro) sia per realizzare il tratto Montesilvano-Pescara sia soprattutto, per gli altri lotti sino alla Pineta e all'aeroporto. Legge Sorgentone un brano del parere ministeriale: - Al momento non v'è certezza alcuna sulla futura espansione della linea filoviaria. Ancora il presidente dell'associazione "Strada parco". - Se non ci sono i soldi, allora l'opera si ridurrebbe al solo fratto di poco più di cinque chilometri, quindi un'opera inutile e, per alcuni versi, dannosa". Sollevato anche il problema degli attraversamenti, una ventina tra Pescara e Montesilvano: ci saranno barriere o semafori? E di quanto si ridurrà la velocità del fìlobus fino a diventare scarsamente utile per i lunghi tempi di percorrenza? E ancora una valanga di motivi ostativi al punto da richiedere il blocco della procedura per ridiscutere sull'intera opera ed eventualmente trovare altre soluzioni.
Aurelio Giammoretti pone tra l'altro l'accento sul mezzo che si vorrebbe utilizzare, un convoglio lungo diciotto metri: «Come potrà inserirsi un "serpentone" del genere nel normale traffico urbano, ad esempio in corso Vittorio Emanuele o sulla Tiburtina? Su questi aspetti manca uno studio di fattibilità. Domande che ci inducono a chiedere il blocco della procedura per fare chiarezza fino in fondo».


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