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Il professor Rosati, vincitore del concorso da primario per il reparto di ginecologia, ha rinunciato all'incarico. Una scelta più che legittima, di fronte al cambio al vertice della Asl: Rosati, che era stato nominato dall'ex manager Cordone, avrebbe dovuto lasciare Trieste per Pescara, con tutte le incertezze legate alla necessità di costruire un rapporto fiduciario con il nuovo manager. una scelta che, comunque, apre un buco ulteriore nell'organico del Santo Spirito, ingessato dalle 400 delibere dei saldi di fine cordone e dai molti contratti in scadenza. Una spia ulteriore della fine della luna di miele tra il personale della sanità e la nuova direzione. L'attuale primario di ginecologia, Lotti, andrà in pensione il 2 maggio e per il sostituto si potrebbe pescare dalla graduatoria stilata dalle commissioni volute da Cordone, ma sarebbe una mossa azzardata. Un papabile potrebbe essere il dottor Ventura che, all'epoca, contese la nomina proprio a Lotti. Ma anche Ventura starebbe pensando alla pensione. L'unica soluzione è bandire un nuovo concorso che, però, richiederebbe tempi piuttosto lunghi. Un caso che si somma a quello ben più grave dei dipendenti a tempo determinato. Oltre 400 persone tra medici, infermieri ed amministrativi stanno rimanendo a spasso man mano che scadono i contratti. E' vero che il problema nasce da scelte della precedente gestione, ma è vero pure che il direttore generale Antonio Balestrino ha dedicato allo scardinamento delle delibere Cordone tutte le energie del suo debutto, con l'avvio di verifiche per ogni singolo contratto stipulato. E ora sono in molti ad attendersi risultati. Accorpamento di reparti, personale in uscita, contratti che non vengono rinnovati non confortano né i degenti né chi lavora nella struttura sanitaria più grande d'Abruzzo. Seriamente preoccupata è la Cgil. «Da gennaio in tanti sono senza più un lavoro - dice il segretario provinciale Paolo Castellucci -. Si tratta di operatori sanitari, medici, infermieri e psicologi che da vari anni operano all'interno della struttura garantendo il funzionamento di tutti i servizi». Il rischio è quello della paralisi. Emblematico è il caso di geriatria dove perfino i medici, in servizio con contratti di locatio operis, sono in scadenza mentre agli infermieri, è stato "suggerito" di non fare turni. «C'è un appesantimento dei carichi di lavoro - aggiunge Castellucci - che diventa ancor più grave in vista dell'imminente periodo feriale». Di fronte a tutto ciò, però, non si parla di riduzione di spese. «Nessuna iniziativa è stata presa - aggiunge il sindacato - per ridurre i costi delle indennità di quattro dirigenti del dipartimento amministrativo oppure l'autorizzazione al comando dell'ex direttore amministrativo Gerardo Galasso che costa alle casse della Asl, circa 100mila, oltre ai dirigenti Asl in comando all'Agenzia sanitaria». Secondo la Cgil è ancor più incomprensibile l'affidamento di una consulenza esterna per la radioprotezione per un importo di altri 50mila euro. «Tutto questo è incoerente - dice Massimo Petrini della Cgil funzione pubblica - con una politica di razionalizzazione». Per la Cgil si deve applicare l'accordo volto a riassorbire i precari con la loro stabilizzazione entro il 2009, altro che licenziamenti. «Al direttore generale - conclude Castellucci - chiediamo un esame serio del bilancio per individua ei risparmi sulle esternalizzazioni per mantenere i posti di lavoro». Intanto, per venerdì prossimo, nella sala biblioteca dell'ospedale alle 10 del mattino, è stata organizzata un'assemblea dei precari che dovrebbe terminare con un corteo, dalla direzione generale alla sede dell'assessorato regionale alla sanità, oltre ad una serie di incontri con direttore generale, comitato ristretto dei sindaci e assessore regionale alla sanità. La manifestazione è stata organizzata all'insegna dell'unità sindacale: confederali ed autonomi, troppo importante la posta in gioco. |