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PESCARA. Arriva anche il nulla osta della Regione al progetto della metropolitana leggera di superficie che collegherà Pescara e Montesilvano attraverso i circa sei chilometri della strada parco. Poi bisognerà realizzare i due restanti tronconi, in direzione Francavilla e aeroporto. La notizia non è ancora ufficiale ma arriva da fonti autorevolissime, nonostante il tentativo dell'assessore regionale ai Trasporti, Tommaso Ginoble di dribblare l'argomento. Nella giornata di venerdì un dirigente della Regione ha messo la firma sotto il progetto della Balfour Beatty Italia, che dopo essersi aggiudicata l'appalto della Gtm da 31 milioni di euro è dovuta passare attraverso le maglie strettissime della commissione tecnica del ministero dei Trasporti. Il prossimo atto sarà la firma del contratto, quello successivo l'avvio del cantiere. La società italiana con casa madre a Londra dovrà comunque ottemperare ad una serie di prescrizioni venute dal ministero, alcune delle quali, in verità, riferite alle caratteristiche del tracciato filoviario. A partire dalle banchine per la fermata dei bus, che dovranno avere una lunghezza di almeno 18 metri, pari a quella dei singoli vagoni della Balfour. Occorre inoltre dotare il tracciato di protezioni laterali e il deposito officina di spazi più adeguati alla dimensione dei mezzi. La commissione tecnica, come anticipato dal Centro, ha anche bocciato una delle tre opzioni presentate nel progetto e riferita alla possibilità della guida «automatica» dei vagoni, cioè senza l'autista ai comandi. Il progetto della Balfour Beatty Italia, riveduto e corretto dagli esperti del ministero, sarebbe approdato negli uffici della Regione venerdì scorso, ottenendo nella stessa giornata il visto dei dirigenti. A portare avanti l'appalto per la prima tranche della filovia era stata la vecchia gestione della Gtm, sotto la guida del presidente Ricardo Chiavaroli e dell'ex direttore generale Tullio Tonelli, ai quali sono succeduti rispettivamente Donato Renzetti ed Emanuele Panunzio. A meno di colpi di scena, dunque, la vicenda che ha diviso per anni la politica, i movimenti ambientalisti e l'opinione pubblica, sembra davvero chiusa. Solo pochi giorni fa il fronte del "sì" alla filovia, capeggiato dall'ematologo e consigliere comunale Glauco Torlontano, aveva presentato una raccolta di oltre 4.600 firme e un «libro bianco» sull'inquinamento in città per sostenere le ragioni che stanno dietro il progetto del trasporto ecologico. Il comitato che si batte invece affinchè la strada parco resti patrimonio assoluto di pedoni e ciclisti, presieduto dall'ingegnere Mario Sorgentone, aveva replicato con l'elenco delle osservazioni del ministero al progetto della filovia e ribadendo l'«inutilità» di un percorso filiovario di appena sei chilometri. Nel mezzo ci sono le gaffe, le esposizioni eccessive o i giochi a rimpiattino che in questo decennio hanno caratterizzato l'azione della politica e dei suoi attori; le assemblea pubbliche trasformate in comizi fiume, i manifesti con gli slogan pieni di imperativi, salvo poi essere smentiti dai fatti e dai comportamenti. Una partita tutt'altro che chiusa. Perché dopo la realizzazione del primo troncone della filovia, occorrerà trovare altri 56 milioni di euro per completare l'opera: i due bracci a Sud e ad Ovest del tracciato chiamati a rendere davvero competitivo il trasporto pubblico ecologico rispetto a quello privato. |