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AVEZZANO. Scatta il ricorso al Tar sull'assegnazione dei lavori di completamento dell'Interporto a un'impresa di Roma. I secondi classificati della gara d'appalto bandita dal Provveditorato alle opere pubbliche, il Consorzio stabile Itaca di Avezzano, si sono rivolti al tribunale amministrativo regionale chiedendo l'annullamento. «Abbiamo validi motivi per ritenere che l'impresa vada esclusa dalla gara» afferma il presidente, Giovanni Tuzi. Il gruppo di imprese, quindi, punta a ottenere la sospensiva e poi l'esclusione della ditta vincitrice per aggiudicarsi la ricca torta dei lavori da dieci milioni di euro per realizzare le opere di completamento del centro smistamento merci, messo in cantiere nei primi anni novanta. «Sarebbe opportuno attendere la decisione del Tar», incalza Tuzi, «prima di procedere con la consegna dei lavori, anche per evitare un contenzioso con richiesta di danni». Passaggio in programma in questi giorni: dopo il sopralluogo dell'impresa, infatti, il Provveditorato starebbe per effettuare la consegna apripista per la realizzazione del progetto esecutivo finale da presentare entro un paio di mesi. Il rischio, quindi, è che la partita finisca in una querelle giudiziaria con inevitabile guerra delle carte bollate. La posta in gioco è alta e non solo per le imprese che si contendono la tranche di lavori da dieci milioni di euro. Nella Marsica, infatti, si attende da oltre un decennio l'apertura di questo nodo strategico per il movimento e l'interscambio delle merci, la cui entrata in funzione, oltre a dare impulsi al settore, dovrebbe dare anche nuove opportunità di lavoro in un territorio segnato da una profonda crisi occupazionale. |