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Replica a Rifondazione: «Ho sempre dimostrato la mia autonomia». Salta l'accordo al primo turno con Sardella MONTESILVANO. Rivendica la propria autonomia, dichiara impossibile uno sviluppo senza regole, punta sulle potenzialità turistiche della città: «Montesilvano può diventare la capitale del turismo della regione». Alla seconda uscita pubblica dopo la designazione, Rocco Finocchio fa l'elenco delle priorità. A partire dalla filovia sulla strada parco, a cui si era opposto Enzo Cantagallo. Il candidato sindaco del centrosinistra, 52 anni, sposato da 28, due figli, affronta sorridente la presentazione ufficiale in una giornata di tempo mutevole: «Sono molto ottimista» concede il vice direttore generale della Banca di credito cooperativo abruzzese. Il programma di quello che, in caso di vittoria, sarà il suo governo è delineato velocemente in otto punti su un paio di fogli distribuiti ai presenti. Un breve elenco che va dal bilancio partecipato all'impegno in favore di anziani e disabili, in cui il traffico è indicato come uno dei nodi principali: «È necessario individuare soluzioni legate all'attraversamento della città e servono soluzioni coraggiose» dice. «La strada parco deve diventare una "strada dei parchi", bisogna cercare tutte le occasioni possibili di utilizzo. Quindi dico sì alla filovia, anche se è necessario che l'intervento sia inserito in un progetto più organico. Finora, purtroppo, non mi pare che ci sia stato un grande sforzo di idee attorno alla mobilità pubblica». Finocchio indica la necessità che lo sviluppo abbia «un contenuto di qualità» per evitare la perdita dell'identità, parla dell'area alla foce del Saline come una occasione di crescita per la città. «Il partito dei costruttori?» risponde a chi gli chiede se saprà resistere alle pressioni, «non lo conosco, non l'ho incontrato. Né finora si è fatto vivo». A Rifondazione comunista, che lo aveva accusato di non essere un candidato di rottura e di essere legato a doppio filo a Donato Di Matteo, capogruppo dei Ds in consiglio regionale, replica tranquillo: «Ho dimostrato in anno di attività à professionale la mia capacità di autonomia di giudizio. Certo, preferisco non alzare la voce, ma quando mi prefiggo un obiettivo lo raggiungo». Rivendica la novità della sua candidatura: «Gli altri, in un modo o nell'altro, hanno avuto modo di esprimere le proprie idee nella precedente amministrazione». Il ritratto del candidato è tutto nelle parole di Enzo Fidanza, segretario cittadino della Margherita, che lo conosce dagli anni della giovinezza: «Rocco Finocchio è una persona che unisce mitezza a a caparbietà: sono certo che queste caratteristiche lo porteranno alla guida dell'amministrazione». A suggellare la sua candidatura è arrivata da Roma Pina Fasciani, parlamentare dell'Ulivo, che chiede ai partiti di aprire alla partecipazione dei cittadini: «Bisogna avviare a Montesilvano una campagna di ascolto per recuperare il senso di appartenenza alla comunità» dice. Secondo Silvana Prosperi, segretaria provinciale dello Sdi, «Montesilvano può essere il laboratorio dei buoni rapporti con la politica», mentre Toni Castricone, segretario dei Ds, ribadisce l'importanza del «passo indietro» dei partiti come segnale forte di cambiamento. Fernando Fabbiani, segretario dei Comunisti italiani, ne approfitta per una stoccata a Rifondazione comunista: «Non si può dire che Cordoma o Finocchio sono la stessa cosa: se qualcuno ha abusato di alcol faccia astinenza» dice lanciando sul tavolo il manualetto di una associazione di auto-aiuto. Eppure Finocchio lascia una porta aperta: «Spero che sia possibile recuperare Prc e Italia dei valori». Attorno al buffet si intravedono i candidati, alcuni alla prima esperienza, come l'architetto Marco Volpe, in corsa per la Margherita, altri di lungo corso, come l'ex capogruppo Andrea Diodoro, o Gino Berardi, dirigente locale della Quercia. I leader del centrosinistra avevano sperato di avere qui, oggi, anche Paola Sardella, ma il tentativo di accordo con la lista Rinnovamento è saltato. Tutto rimandato al secondo turno. |