Data: 01/05/2007
Testata giornalistica: L'Unit
Alitalia, scioperano assistenti di volo il 3 maggio: cancellati 356 voli

Hostess e steward sul piede di guerra mentre procede la gara per la privatizzazione di Alitalia. Per la compagnia, si preannuncia, infatti, un "giovedì nero" con lo sciopero di 24 ore degli assistenti di volo proclamato, per il 3 maggio, da tutte le sigle sindacali presenti in azienda a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro della categoria. Alitalia ha già annunciato la cancellazione di 356 voli, di cui 202 nazionali e 154 internazionali su un totale di 711 previsti per la giornata. I passeggeri colpiti dallo sciopero saranno circa 30 mila.

Una protesta pesante, dunque, che cade in una fase cruciale della privatizzazione della compagnia: il Tesoro, insieme all'advisor Merrill Lynch, sta esaminando, infatti, le offerte preliminari, giunte il 16 aprile scorso, per ammettere i potenziali acquirenti alla "data room" della compagnia. In vista dello sciopero degli assistenti di volo proclamato per il 3 maggio prossimo, Alitalia invita i propri passeggeri a verificare il piano voli contattando il numero verde 800650055, consultando il sito www.alitalia.it oppure tramite palmare il sito mobile.alitalia.it.

Il 3 maggio i voli Alitalia si fermeranno perché «la dirigenza Alitalia non intende trattare con il sindacato. Trattare non vuol dire "cedere" alle richieste del sindacato, ma trovare una giusta ed equa soluzione su problemi reali che stanno rapidamente ed inesorabilmente aprendo un solco incolmabile tra lavoratori ed azienda». Così il coordinatore nazionale di Sdl Fabrizio Tomaselli spiega lo sciopero degli assistenti di volo del 3 maggio prossimo, sottolineando come i lavoratori Alitalia sono «ormai esasperati da un atteggiamento pretestuoso, arrogante ed inaccettabile dell'azienda». La cosa è «ancor più grave», spiega Tomaselli se si tiene conto che lgli assistenti di volo negli ultimi dieci anni «hanno visto aumentare la propria produttività di quasi il 50% ed il potere d'acquisto del salario è sceso di circa il 60%»; se si tiene conto dei «mancati» rinnovi contrattuali e degli accordi «in situazioni di crisi» che hanno determinato «ingenti» sacrifici.

Il precariato oggi rappresenta «oltre un terzo» del personale operativo. Se è vero che Libonati dichiara di dover esperire soltanto l'ordinaria amministrazione, «perché non dare allora seguito a previsioni di spesa già preventivate», come questa vertenza che, «sia per la parte economica, sia per quella normativa, non può essere considerata elemento aggiuntivo in termini di costi, ma di ordinaria amministrazione e di rispetto della legalità contrattuale».

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