Data: 01/05/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Primo maggio contro le morti bianche. I sindacati: troppi incidenti, nessun rimedio. «Per la sicurezza e contro la precarietà» Castellucci rilancia i grandi temi della battaglia sindacale. Stand dedicati al Tfr

Concerto a Pescara e interventi a sostegno del lavoro in tutta la Regione. I Vega's cantano a Roma

E' la festa dei lavoratori, ma insieme alla musica dei Nomadi sono note cupe e drammatiche quelle che si levano in questo Primo maggio dal palco di piazza Salotto. Sicurezza, precarietà e Tfr sono i punti cardine della giornata: in piazza è già stata allestita una vera cittadella con gazebo per dare informazioni, specie sul Tfr. Ma Cgil, Cisl e Uil saranno sotto il palco e non sopra, stasera, perché saranno le voci di due attori - Ilaria Cappelluti e Andrea Maria Costanzo su testi scelti da Fabiola Ortolano - ad esprimere la loro rabbia e la loro protesta per un mondo del lavoro sempre più in crisi nonostante appelli, iniziative e campagne.
Dio è morto, Guccini l'ha inventata e i Nomadi l'hanno immortalata 40 anni fa questa bella canzone che è di denuncia contro le meschinità e la corruzione ma è anche di speranza, per una rinascita morale che, di questi tempi, ci vuole. La canteranno stasera, i Nomadi, eccome se la canteranno, così magari diventa l'inno di una giornata che celebra il lavoro che non c'è più come non ci sono più i lavoratori: giovani cancellati all'anagrafe ché un vero posto fisso mica lo trovano più e anziani a farsi in quattro per uno straccio di pensione. Per chi alla pensione ci arriva.
Sono tanti, troppi in Abruzzo e a Pescara i morti ammazzati in caduta libera da un ponteggio o da una ruspa o da un trattore. Troppi in una provincia che scimmiotta i "Security day" e che firma accordi per issare bandiere blu sui cantieri sicuri salvo poi non farne sventolare nessuna e senza realizzare null'altro di concreto per garantire un briciolo di sicurezza a chi va a mettere mattoni al sesto piano senza protezioni.
Chiacchiere e pugni sul petto. Per il resto poco e niente, visto che da una recente indagine risulta che il 70% delle imprese verificate è irregolare. «Con il buonsenso non siamo andati da nessuna parte, ci vogliono più controlli», ha ribadito giorni fa il capo della procura di Pescara, Nicola Trifuoggi. Più controlli e prevenzione, dicono i costruttori dell'Ance di Pescara il cui presidente Daniele Becci è stato nominato presidente del cda della commissione nazionale paritetica per prevenire infortuni, igiene e l'ambiente di lavoro. «Controlli e ispezioni che poi nessuno fa e questo succede per carenza di risorse e di personale» dice chiaro e tondo Paolo Castellucci, segretario provinciale della Cgil, che stasera sarà sotto il palco della festa insieme con Umberto Coccia della Cisl e a Roberto Campo della Uil. Segretari della Triplice uniti per lo stesso obiettivo: «Combattere la precarietà e garantire sicurezza sul lavoro e un lavoro sicuro, cambiare la la Legge 30 resta una priorità per questo governo» dice Castellucci: il cui tono passa da deciso a sconsolato nel momento in cui prende atto che «all'Ispettorato del lavoro possono poco perché non hanno neppure i soldi per la benzina». E non va meglio al servizio ispettivo della Asl, «azienda alle prese con gravi carenze di organico e non a caso proprio in questi giorni stiamo battendoci per la stabilizzazione dei precari». Situazioni insostenibili per chi predica una prevenzione efficace.
«La maggior parte degli infortuni avvengono alla prima settimana di lavoro» spiega ancora Castellucci. Certo avveniva perché l'operaio veniva assunto in nero e regolarizzato il giorno stesso dell'incidente, «ma adesso non è più così, c'è una norma che sancisce l'assunzione al giorno almeno precedente all'infortunio». Ma chissà se questo basterà per abbattere il nero nei cantieri, quelli dei costruttori fichi colletto bianco Ray Ban e Porsche Cayenne che la prima voce che tagliano per un appalto è quella della sicurezza. «La verità è che la sicurezza in cantiere impone costi elevati che per un imprenditore sono una spesa e non un investimento - riprende Castellucci -. Poi capita l'incidente e quella negligenza del costruttore ricade sulla collettività ad un costo cento volte più caro, però». Per la sicurezza sul lavoro s'è mosso anche il ministro Damiano «intervenuto drasticamente sulle sanzioni, senza però arricchire la riforma di urgenti risorse per i controlli di prevenzione» è l'amara, ultima consapevolezza di Castellucci. E allora, oggi, tutti in piazza: è il Primo maggio.

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