Data: 04/05/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Autostrade-Abertis al rush finale. Il Cipe del 10 maggio ridisegnerà le norme che impedirono la fusione

ROMA - Questione di giorni. L'accordo su Autostrade-Abertis, salvo colpi di scena improvvisi, è sul punto di essere siglato. Prima del verdetto europeo. Prima che l'Italia rischi una sonora censura da Bruxelles. Il lavoro diplomatico tra i due fronti è entrato in una fase cruciale, decisiva. E la definizione di un'intesa-quadro sembra ormai vicinissima. Anche se le parti in causa evitano accuratamente di sbilanciarsi per non far sfumare tutto sul traguardo. Palazzo Chigi è comunque deciso a chiudere in fretta. Madrid e Ponzano Veneto ci sperano, ma aspettano atti concreti, il superamento degli ultimi ostacoli procedurali. Carte e documenti a cui stanno lavorando in queste ore i tecnici del ministero delle Infrastrutture insieme a quelli del Tesoro e dell'Aiscat, l'associazione delle concessionarie. La lettera di Salvador Alemany Mas, numero uno di Abertis, all'ambasciatore italiano a Madrid Pasquale Terracciano - rivelata ieri dal Messaggero - testimonia come le trattative, al di là dei tatticismi in atto, siano in forte accelerazione. Come i contatti, silenziosi e riservatissimi, dell'azionista di maggioranza di Autostrade, Benetton, con gli uomini di Palazzo Chigi.
Del resto le aperture del governo sono ormai palesi. Ed è altrettanto chiara la cornice entro la quale deve realizzarsi l'intesa. I punti cardinali sono quattro: tutela degli interessi pubblici; garanzie per gli investimenti; rispetto delle regole; strategicità per il Paese di un bene comune come l'infrastruttura autostradale, cioè la rete. Lo schema, in fondo, è lo stesso adottato per Telecom. E come per Telecom su questi punti i Benetton avrebbero dato la massima disponibilità. Non prima però di aver avuto - per ora solo a parole - garanzie tecniche sull'ammorbidimento delle norme sulle concessioni, che varranno - è il punto centrale - solo per il futuro e non per i contratti già siglati o in corso. Avranno cioè effetto ricognitivo. Fatto salvo l'impegno - già accettato in sostanza sia da Madrid che da Ponzano Veneto - a realizzare quanto previsto dai piani industriali e affidare ad un Fondo i 3 miliardi di euro di investimenti non spesi. Prima di fare l'ultimo passo, Abertis aspetta però una chiamata da Palazzo Chigi, cosa che, secondo quanto risulta al Messaggero, potrebbe essere imminente.
In assenza di segnali, Abertis tornerà a premere con forza su Bruxelles, facendo sentire all'esecutivo il fiato sul collo della commissaria alla concorreza Neelie Kroes. Che ha sul tavolo le armi per mettere nell'angolo l'Italia, decidendo una fortissima sanzione per violazione delle regole sulla concorrenza in tema di fusioni europee.
Ma se tutto andrà nella direzione auspicata da Palazzo Chigi questo non accadrà. E sul triangolo Roma-Madrid-Ponzano Veneto verrà costruito, ovviamente su nuove basi, il maxi polo autostradale europeo a guida italo-spagnola. L'accordo che si intende raggiungere con i Benetton, oltre a ridare slancio alla fusione, ha dunque come obiettivo principale neutralizzare la procedura d'infrazione che Bruxelles potrebbe avviare contro l'Italia. Anche di fronte a questa urgenza, l'esecutivo cerca di bruciare i tempi. Autostrade - che sembra avere un atteggiamento più attendista rispetto ai Benetton - aspetta certezze sul fronte dei ritorni degli investimenti e delle regole. Poi, chiariti questi punti, siglare l'intesa sarà facilissimo.
A questo proposito il Cipe del 10 maggio diventa decisivo. La riunione convocata per le 18 dovrebbe infatti fugare gli ultimi dubbi della società guidata da Giovanni Castelluci e Gian Maria Gros Pietro. Si pensa, in particolare, a modificare in parte la precedente delibera, con l'inserimento di un paragrafo ad hoc che sia il punto di equilibrio tra le richieste della società e quelle del governo.
Se il Cipe non dovessa farcela, il clima cambierebbe radicalmente. E tutto tornerebbe in alto mare. Una eventualità però che nessuna delle parti in causa vuole al momento prendere in considerazione.

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