Data: 05/05/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fs, aumenti delle tariffe e 10.000 esuberi. I biglietti saliranno del 22% nel trasporto locale. Investimenti per 8,8 miliardi. Via libera del governo al piano d'impresa 2007-2011. Ora parte il confronto con enti locali e sindacati.

ROMA Semaforo verde del governo, ma ora il piano d'impresa 2007-2001 delle Ferrovie dovrà essere discusso con enti locali e sindacati prima di diventare operativo. E' un «sì» politico. Però realizzare il progetto non sarà cosa nè facile nè rapida se è vero che le organizzazioni dei dipendenti hanno già fatto sapere che un eventuale accordo non potrà passare attraverso la ghigliottina dei tagli.
Il presidente Innocenzo Cipolletta e l'amministratore delegato Mauro Moretti affronteranno il confronto con la benedizione di Prodi, Padoa-Schioppa, Bianchi e Di Pietro. Un viatico importante al quale i "dioscuri" delle Fs tenevano molto rispetto ai rischi di restare spiazzati, se non addirittura isolati, di fronte ai possibili ostacoli negoziali. Il piano, anticipato da Il Messaggero nelle sue grandi linee, è molto impegnativo e sul fronte finanziario e su quello della riorganizzazione del lavoro. Cipolletta e Moretti vorrebbero centrare l'obiettivo del pareggio del margine operativo lordo nel 2007 con un ritorno all'utile tra il 2009 e il 2010 (2011 nel settore merci).
Imponente il programma di investimenti che dovrebbe raggiungere complessivamente quasi 9 miliardi di lire (8,8 per la precisione). Sarà dedicata la massima attenzione al trasporto pubblico locale: 6,4 miliardi di euro saranno spesi soprattutto nell'acquisto di mille treni; gli altri 2,4 miliardi saranno invece utilizzati per il servizio Tav e gli Eurostar. Il piano di impresa concentra lo sforzo sul trasporto a livello pendolare e regionale nella prospettiva della liberalizzazione delle rete ferroviarie, prevista per il 2009, che esporrà maggiormente le Fs alla concorrenza. Cioè serviranno servizi e treni più efficienti per fronteggiare i possibili vettori stranieri che dovessero entrare in Italia. Un capitolo importante quello della ricapitalizzazione: 2 miliardi nel settore merci (1 nel 2008, 1 nel 2009) e 1,5 nel trasporto pubblico locale. Dovrebbe crescere il finanziamento pubblico. Secondo Cipolletta e Moretti servirebbero 1,3 miliardi per i convogli a lunga e media percorrenza, 10 per quelli locali, 846 milioni per i merci, 16 miliardi per le infrastrutture.
Ovvio, lo sforzo finanziario dovrà essere supportato da un incremento delle tariffe. Nel piano elaborato da Cipolletta e Moretti l'incremento nel quadriennio sarà mediamente del 22% nel trasporto locale e del 35/40% sui servizi a lunga percorrenza. L'aumento comprende anche i ritocchi scattati nel gennaio scorso. Difficile, nel caso specifico, che il vertice delle Fs non debba andare allo scontro con i sindacati e soprattutto con le organizzazioni dei consumatori le quali hanno già presentato ricorso al Tar per gli aumenti partiti a gennaio.
Altro possibile fronte caldo, se non di scontro, quello degli esuberi. Le Fs avrebbero confermato i 10.000 tagli anche se rifiutano di etichettarli come "esuberi". A villa Patrizi, quartier generale dell Fs, preferiscono parlare di "reimpieghi". Comunque i macchinisti dovrebbero essere ridotti di circa 4.000 unità attraverso l'introduzione dell'agente unico che procederà con gli stessi tempi della tecnologia. I restanti 6.000 dipendenti sarebbero "pescati" soprattutto nel settore merci che - parole di Moretti - dovrebbe essere ridotto all'osso: prevista la chiusura di 300 impianti. Previste 1.000 assunzioni, circa la metà part time.
I sindacati di tagli non vogliono sentir parlare, ma aspettano di conoscere i dettagli del piano. Avverte il leader della Fit/Cisl, Claudio Claudiani: «Che ci sia il piano è un fatto positivo, ci auguriamo che abbia un profilo strategico di ampio respiro. Se fosse concentrato sugli esuberi, sarebbe da rimandare al mittente. Ora sarebbe importante una convocazione del governo per aprire un tavolo di confronto».

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