Data: 06/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Prima il nuovo catasto, poi i tagli all'Ici. Riforma entro l'estate, assicura Prodi. Ma la Margherita non ci sta

Visco. I soldi sono quelli che sono, si tratta di decidere se darli ai ceti medi o ai poveri. Il dibattito è tutto qui...

ROMA. Il governo non intende fare marcia indietro sulla promessa fatta agli elettori di ridurre l'Ici, ma un intervensarà possibile solo dopo aver varato la riforma del Catasto. Così Prodi spera di mettere fine alla polemica che nelle ultime 24 ore l'ha contrapposto al suo vice Francesco Rutelli.
Una speranza che però difficilmente il presidente del consiglio potrà vedere esaudita. Più che di vera pace, quella tra il premier e il leader della Margherita è infatti al massimo un tregua.
La proposta di rimandare di qualche mese un intervento sull'Ici, non ha infatti convinto Rutelli: «Ho già detto tutto quello che penso, non vorrei aggiungere altro», è stato l'unico commento con cui il vicepremier ha chiuso, almeno per il momento, l'argomento.
Dopo il botta e risposta di venerdì, ieri i due contendenti si sono affrontati a distanza ravvicinata. L'occasione è stata offerta dall'inaugurazione a Bologna del Museo d'arte moderna, evento che ha riunito entrambi nella città del premier. Prodi è voluto tornare sull'argomento con toni più concilianti di quelli usati venerdì a Radioanch'io, quando senza troppi giri di parole ha detto che «non è il momento» di toccare la tassa sulla casa. Il problema, ha spiegato, è decidere come utilizzare il «tesoretto» e per lui «il discorso è molto semplice e chiaro»: «La priorità assoluta è quella di alleviare i punti più gravi della povertà. La povertà - ha proseguito - si annida soprattutto nelle famiglie numerose e tra le persone molto anziane. Quindi dobbiamo concentrare le risorse che abbiamo su queste». E l'Ici? «Sull'Ici - ha risposto Prodi - certamente è una prospettiva seria quella di intervenire. Ma lo si potrà fare quando tutto il Catasto sarà riformato e avremo ben chiaro il quadro su chi incidere questa imposta. In modo che noi possiamo obbedire al nostro programma e, mi sembra, anche alla giustizia. Cioè aiutare i più deboli».
La riforma del Catasto diventa dunque il perno intorno interno al quale sono appese le speranze di quanti possiedono una casa. Per la capogruppo dell'Ulivo in commissione Finanze della Camera, Laura Fincato, l'attesa non dovrebbe essere lunga. I punti forti della riforma riguardano il trasferimento del catasto ai Comuni e la revisione degli estimi. Quest'ultima parte secondo Fincato potrebbe essere legge entro la fine di giugno. «Poi approderà a palazzo Madama, dove la maggioranza punta a licenziarlo entro l'estate», ha proseguito Fincato. Martedì è previsto un vertice sul pacchetto casa e in quella sede potrebbe essere illustrato un emendamento dell'Ulivo che punterebbe a prevedere una franchigia di 500 euro sulla prima casa (come detrazione Ici) e potrebbe diventare operativa con l'acconto 2008.
Insomma lo scontro all'interno del governo è su come utilizzare il maggior gettito fiscale. Come spiega bene il viceministro Visco: «I soldi sono quelli che sono - ha detto il ministro dell'Economia -, bisogna decidere se darli ai ceti medi e ricchi o se darli ai poveri. Il dibattito nel governo essenzialmente riguarda questo punto».
Per Antonio Polito (Margherita) la scelta va fatta e in fretta. «Il rischio di agire soltanto dopo la riforma del Catasto è che si finisca di perdere di vista l'importanza di dare un messaggio forte ai cittadini che il progressivo risanamento dei conti pubblici ha effetti rapidi e diretti su tenore di vita delle famiglie». Non la pensa così, invece, il ministro della Solidarietà Paolo Ferrero, per il quale l'Ici non è un'urgenza e comunque bisogna distinguere, perché «non tutte le prime case sono uguali». Ritoccarla quindi va bene, «ma per i redditi medio alti, non per quelli alti. Non è un fatto positivo - ha concluso il ministro - togliere l'Ici sulla prima casa, ad esempio, di Berlusconi».

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