Data: 07/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
«Mancano i controlli, intervenga la Procura» Mancini denuncia: dall'inizio dell'anno 1.800 infortuni, solo tre gli ispettori

I riconoscimenti dedicati alla memoria di Adriano Paolini

PESCARA. Dall'inizio dell'anno, nella provincia di Pescara, si sono infortunati 1.800 lavoratori, con una media giornaliera di quindici feriti più o meno gravi. E' la guerra che si combatte quotidianamente nei cantieri e nelle imprese dove la sicurezza è ancora solo una parola. Lo dimostrano i numeri, lo gridano i sindacalisti che ieri si sono riuniti in Provincia per premiare 64 lavoratori ideali.
Un elenco di uomini e donne che, secondo Cgil, Cisl, Uil e Ugl, si sono distinti per la dedizione al lavoro ma anche per l'impegno dimostrato nella tutela e salvaguardia del posto di lavoro, proprio e degli altri. Tutti loro, operai e impiegati, giovani assunti con contratto co.co.co e pensionati, si sono ritrovati ieri mattina con i rispettivi familiari nella sala dei Marmi della Provincia, ente promotore, con il periodico «Cronache abruzzesi» e con le quattro forze sindacali, della manifestazione alla settima edizione. Una manifestazione alla quale mancava solo Adriano Paolini, il manovale di Penne morto a 58 anni il primo dicembre scorso, dopo essere precipitato da un'impalcatura di un cantiere di Pescara, in via Arapietra. «Un sindacalista della Fillea Cgil che si occupava proprio di sicurezza», ricorda Antonio Terenzi della segreteria Cgil di Pescara, «e che per ironia della sorte è morto in quel modo». Alla memoria di Paolini, ieri, è stata assegnata la prima targa seguita dalle altre 64 consegnate dall'assessore provinciale al Lavoro, Antonio Castricone, con Antonio Terenzi (Cgil), Umberto Coccia (Cisl), Antonio Ortolano (Uil) e Geremia Mancini (Ugl).
E mentre l'assessore ha annunciato la realizzazione, da parte della Provincia, di un filmato per la sensibilizzazione sulla sicurezza, e corsi di formazione per lavoratori e datori di lavoro sempre sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, Geremia Mancini torna a invocare interventi forti «contro un sistema che al momento garantisce solo l'immunità a chi continua a speculare sulla pelle dei lavoratori. E' ora che la Regione», sottolinea il segretario regionale dell'Ugl, «che sulla Sanità sperpera in mille maniere, inizi a investire sulla sicurezza; che i nostri politici si facciano sentire a Roma: non si può più tollerare che, per l'intera provincia di Pescara, ci siano solo tre ispettori del lavoro a vigilare sulla sicurezza nei posti di lavoro. E' questo il vero delitto su cui è ora che qualche procuratore della Repubblica inizi a indagare. Perché in questa situazione non è un caso se l'Abruzzo, che in questi primi mesi del 2007 conta ottomila infortuni e sei morti sul lavoro, continua ad avere la maglia nera a livello nazionale. I giochi del Mediterraneo si avvicinano e noi continuiamo a vedere cantieri e fabbriche che non sono sicure». Per questo Mancini promette denunce e iniziative: «Bisogna che tutte le sigle sindacali trovino il coraggio di fermare il mondo del lavoro con una manifestazione unitaria che richiami l'opinione pubblica, ma anche le istituzioni e i politici».
Ma ieri è stato soprattutto il giorno della festa, «del giusto riconoscimento», come ha sottolineato l'assessore Castricone, «per i tanti anni di dedizione mostrati da questi lavoratori, tra cui spiccano anche diversi giovani che si sono già distinti in termini di impegno e di capacità».
«Storie di lavoratori», racconta Terenzi della Cgil, «che la mattina si alzano preoccupati per la certezza del lavoro e del salario, legati magari a un cambio di appalto come chi è impiegato in mense o ditte di pulizia. Storie di preoccupazioni ordinarie», conclude, «e storie straordinarie come quella di Paolini che per fare gli interessi degli altri ci ha rimesso la pelle».

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