Data: 07/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Autotrasportatore licenziato. Si è iscritto al sindacato, poi ferie e lettera di richiamo. E' il quarto episodio in meno di quattro settimane nell'area industriale

Atessa. Azienda pignorata per avere il salario

ATESSA. Ha una sola colpa: quella di essersi iscritto al sindacato e di esserne diventato in poco tempo il coordinatore provinciale della categoria. Perché qualche giorno dopo aver comunicato all'azienda quella decisione, è stato messo prima in ferie forzate, poi demansionato, poi lasciato senza stipendio, rimesso in ferie forzate e, infine, licenziato.
E' il quarto caso nelle aziende della Val di Sangro in altrettante settimane, almeno di quelli sui quali la notizia è trapelata. Una situazione in crescendo, mai vista in passato. E questa volta i grandi colossi dell'industria non c'entrano. Perché il neosindacalista, iscritto all'Sdl (Sindacato dei lavoratori nato dalla fusione di Sincobas e Sult), è un autotrasportatore impegnato nel suo lavoro soprattutto con i viaggi all'estero.
Al rientro dall'ultimo viaggio tra i paesi d'Europa, a marzo, il lavoratore ha ricevuto una lettera di ferie per una settimana ed è stato costretto a riconsegnare i documenti utilizzati per i viaggi e a pulire il Tir dei suoi effetti personali. Trascorsa la settimana di ferie, senza preavviso, è stato adibito allo sportamento dei camion nel piazzale dell'azienda, con demansionamento, e, alla scadenza mensile prevista non gli è stato accreditato il salario di febbraio. A distanza di alcuni giorni, l'autotrasportatore ha ricevuto una nuova comunicazione di altre due settimane di ferie interrorre con un periodo di malattia per sindrome ansiosa. E' in questa fase che ha ricevuto una contestazione disciplinare, a suo dire pretestuosa.
Nel frattempo il Tribunale di Lanciano ha accolto l'istanza di decreto ingiuntivo con precetto di pignoramento dell'azienda per il mancato pagamento del salario di febbraio. Mercoledì scorso, il lavoratore è stato messo fuori dai cancelli dell'azienda: è rientrato - ma lasciato davanti alla palazzina degli uffici a non far nulla - dopo l'intervento degli esponenti del sindacato e di una pattuglia dei carabinieri. L'epilogo appena 48 ore dopo con la lettera di licenziamento.

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