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PESCARA. E' mancato il numero legale nel momento topico. Il consiglio della Gtm senza i necessari numeri non ha potuto demandare al presidente la delega della firma del contratto di appalto del primo lotto di uno dei lavori più controversi degli ultimi anni. Sulla filovia sì- filovia no si è detto e parlato spesso a vanvera; chi doveva difendere il progetto a tutti i costi si è spinto ad estremi spesso paradossali; lo stesso hanno fatto in alcuni casi coloro che non vogliono "il mostro" sulla strada parco. La verità è che un appalto in più fa sempre comodo. Ma la mancanza di numero legale significa una sola cosa: non c'è consenso unanime nemmeno nel fronte della politica che vuole la filovia. L'assenza di consiglieri è un chiaro messaggio probabilmente alle parti coinvolte: Gtm e ditta esecutrice, la 'Balfour Beatty Rail'. E se il progetto era nato sotto il convinto impulso di Nino Sospiti (An), oggi a gestire l'appalto è il centrosinistra, producendosi in questi mesi in non poche dichiarazioni contraddittorie. Così oggi si registra un nuovo stop imprevisto quando dopo gli annunci degli ultimi giorni tutto sembrava cosa fatta, invece? «Si tratta di un rinvio provocato da alcune questioni di natura amministrativa e procedurale che saranno discusse nei prossimi giorni dal consiglio di amministrazione della Gtm. Le parti saranno riconvocate successivamente», ha detto il presidente della Gtm, Donato Renzetti, parlando di «atto dovuto». Critico il senatore Andrea Pastore di Forza Italia: «in una città in cui si fanno solo proclami e nessuna vera opera strutturale e duratura», ha detto, «la mancata firma in calce al contratto per l'avvio ufficiale del primo lotto della Filovia innovativa che servirà Pescara e Montesilvano, rappresenta un evento sconvolgente e vergognoso». La mancata firma, secondo Pastore, sarebbe dovuta solo a «disgustose diatribe politiche interne al centrosinistra non tenendo a mente invece che la guida di un'azienda dovrebbe prescindere da ciò, essendo peraltro chiaro (in base allo Statuto aziendale) che il legale rappresentante, ossia colui che è abilitato ad assumere decisioni formali, è il Presidente al quale non occorrerebbe l'avallo del Cda». «A fronte di tutto ciò, invece, credo sia innegabile il riconoscimento del merito verso chi, negli ultimi anni, ha combattuto contro opportunismi, demagogie e ostacoli politici per giungere al risultato tanto auspicato dalla città». «Il comportamento odierno dei vertici GTM, lo ripeto, è stato invece vergognoso - conclude il Senatore Andrea Pastore - mi auguro che Donato Renzetti e l'intero CdA si dimettano immediatamente, seguiti dall'assessore Regionale ai Trasporti Ginoble, che dal canto suo funge silenziosamente da paravento alle vergognose ingerenze politiche in una (ex) prestigiosa azienda regionale». |