Data: 10/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Terminal bus, ecco la discarica. Rifiuti e bivacchi nei giardini a un passo dalla stazione centrale di Pescara.

La città che non va. Scarpe rotte, bottiglie e cartoni il biglietto da visita per turisti e viaggiatori

PESCARA. Le scarpe vecchie, senza lacci, sono lì in mezzo all'erba secca vicino ai bidoni pieni di spazzatura, rovesciati per terra. Le bottiglie di birra sono abbandonate sotto gli alberi e nascoste tra l'erba secca. Giacconi, pantaloni e foulard, cumuli di stracci vecchi, sono i rifiuti dei disperati della stazione. È questo il benvenuto di Pescara a pendolari, viaggiatori e turisti.
I giardini del terminal bus sono un'oasi di abbandono nel cuore commerciale della città: qui da mesi non si vede più neanche un operatore di Attiva.
«Una triste normalità», come racconta chi vive e lavora a un passo dal terminal bus e dalla stazione. Ecco le scene di degrado in pieno centro.
Di giorno, la zona è un'area di bivacco per bande di extracomunitari. Di notte, invece, è terra di nessuno. In questo fazzoletto di verde, ormai secco, succede di tutto. Capita anche, e non è successo una volta sola, che qualcuno faccia i propri bisogni dietro le piante protetto dall'erba alta e dal buio, oppure si tagli i capelli e le unghie, oppure ancora che, con una tanica d'acqua, si faccia una doccia rinfrescante dopo una giornata passata all'ombra dei semafori a chiedere l'elemosina.
Il risultato è che i giardini, senza contare i gruppi di extracomunitari, sono praticamente deserti. Ci si passa, magari per abbreviare il percorso, per raggiungere corso Vittorio Emanuele e inoltrarsi nelle vie del centro di Pescara. Solo pochi secondi, ma questo già basta per avvertire il tanfo della sporcizia e, con un rapido sguardo, vedere bene l'immondizia accumulata. Le bottiglie di birra sono abbandonate qua e là in ogni angolo dei giardini: contarle tutte è impossibile. I bidoni della spazzatura sono pieni di immondizia e il coperchio non si chiude neanche più. Ci sono anche bidoni della spazzatura rovesciati con l'immondizia sparsa a terra e i cani randagi pronti a rovistare in cerca di avanzi di cibo. Tutt'intorno è un viavai di mosche e di piccioni, attratti dal pane secco gettato dai senzatetto. Nessuno passeggia in questa zona di confine tra la stazione degli specchi e il centro delle vetrine.
Chi si addentra nei giardini vede solo immondizia. Ecco un paio di belle scarpe di cuoio senza lacci poggiate con cura una di fianco all'altra sull'erba secca, come se fosse il tappeto di casa, un foulard di buona fattura sepolto tra abiti sdruciti, un passeggino rotto nascosto dietro la siepe. Cumuli di stracci vecchi, cartoni e ancora bottiglie di birra, sono questi gli unici frequentatori dei giardini. C'è anche un percorso protetto da cordoli in cemento a forma di «8» per consentire ai bambini di andare in bicicletta sotto gli occhi tranquilli di mamma e papà. È abbandonato e deserto anche quest'angolo. Al centro dell'aiuola non ci sono i fiori ma le bottiglie di birra. I residenti e i commercianti della zona sono disperati per questa situazione di degrado che, in pieno centro, pare ignorata da tutti. Se di notte il buio copre la sporcizia anche perché la luce dei lampioni è fioca, ci sono anche gli schiamazzi a creare problemi. «Vivere in pieno centro», si sfoga un cittadino, «è come stare nella peggiore periferia».

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