Data: 10/05/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Acerbo: troppe ambiguità sul progetto. E Pastore chiede la testa di Renzetti

C'è chi come l'onorevole di Rifondazione Maurizio Acerbo se la prende col presidente della Regione Del Turco. Chi come Edoardo De Blasio (Rifondazione) e Aurelio Giammorretti (Margherita) invita a rinviare ogni decisione fin quando Montesilvano non avrà un nuovo consiglio comunale in grado di pronunciarsi sulla vicenda. C'è il senatore di Forza Italia Andrea Pastore, grida «vergogna».
Il passo indietro di ieri al momento della firma del contratto con la Balfour Beatty ha registrato reazioni moderate, inviti alla riflessione e all'approfondimento, ma anche energiche prese di posizione. Acerbo è inequivocabile: «Su questo filobus non c'è chiarezza e noi non vogliamo dare via libera ad un progetto che non convince. Il governatore Del Turco era stato chiaro: aspettiamo che Montesilvano abbia un sindaco, prima di firmare. Allora che senso ha tutta questa fretta? Non prendiamoci in giro. Non siamo a priori contro il filobus - ha concluso Acerbo - ma certo non siamo ambigui, a differenza di quanti continuano a non pronunciarsi».
Più esplicito De Blasio: «Il progetto del filobus non ci piace ed ho visto con piacere che qualcosa s'è inceppato, anche se solo momentaneamente per ragioni tecniche e politiche. Per noi il filobus è un errore grave e costerà ai cittadini e alla Regione molto più della penale usata come spauracchio. Si pronunci il nuovo Consiglio comunale di Montesilvano». In sintonia su questo è Giammorretti, che per martedì ha chiesto un Consiglio provinciale e tornerà alla carica per una conferenza di servizi, considerata finora improponibile perché superata dal sì al filobus arrivato da Regione e Ministero: «Il filobus è penalizzante, meglio bus elettrici» conclude Giammorretti.
Il senatore Pastore ha dichiarato: «In una città in cui si fanno solo proclami e nessuna vera opera strutturale la mancata firma del contratto rappresenta un evento sconvolgente e vergognoso, mi auguro che Renzetti e il cda si dimettano. Credo sia invece innegabile riconoscere lo sforzo del precedente Cda della Gtm (presidente Chiavaroli, ndr)».
Per Mario Sorgentone, presidente dell'associazione Strada parco, «questa vicenda è una sconfitta della democrazia perché nessuno ha mai voluto rispondere alle nostre critiche - dice -. Mi auguro ci sia un ripensamento sulla filovia».

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