Data: 11/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Prodi: «Sulle pensioni è tutto sotto controllo» Premier fiducioso, ma le tensioni restano. I sindacati: il governo lancia ultimatum

Rifondazione a Palazzo Chigi: «Padoa-Schioppa fa il terrorismo dei numeri». Il Fmi: la riforma è cruciale. Ottimismo sul contratto degli statali

ROMA. Tutto sotto controllo. Questo il messaggio che il presidente del Consiglio Romano Prodi, ieri a Trieste all'apertura del G8-Unesco World Forum, ha voluto lanciare all'opinione pubblica e alla propria maggioranza all'indomani degli incontri disastrosi avuti con i sindacati sul rinnovo del contratto degli statali e sulle pensioni. «Nessuna tensione - ha assicurato Prodi - il dialogo nella maggioranza sulle pensioni va avanti bene e spero si possa definire presto».
Anche per quel che riguarda il contratto degli statali (che hanno proclamato uno sciopero generale il 1º giugno) Prodi fa un piccolo dietrofront sostenendo che si è «molto molto più avanti. L'accordo sotto l'aspetto economico non è così lontano come qualcuno può pensare». Per i sindacati, invece, è tutto ampiamente definito perché era stato sottoscritto un impegno da parte del governo a dare 101 euro al mese di aumento e quindi da lì si riparte. «E' bene che le questioni delle pensioni e degli statali restino separate - ha affermato Luigi Angeletti (Uil) - i contratti sono scaduti da 17 mesi. Non so che cosa si debba aspettare». Per i dirigenti sindacali della categoria la trattativa può anche passare all'agenzia Aran (la controparte amministrativa) ma il problema restano sempre i 101 euro mensili che erano stati accordati e che devono essere erogati. Una mano alla linea rigorista del ministro dell'economia Padoa-Schioppa l'ha data ieri il protavoce del Fmi, Masood Ahmed, il quale ha sentenziato che «la riforma delle pensioni è cruciale per l'Italia, per assicurare la sostenibilità dei conti pubblici, anche perché in Europa ha il tasso più alto di spesa pubblica rispetto al prodotto interno lordo». Per i sindacati Padoa-Schioppa ha lanciato un inaccettabile ultimatum: o si fa l'accordo in tempi brevissimi oppure restano le leggi attuali. Ieri Guglielmo Epifani (Cgil) ha risposto: «Non vogliamo giocare al gatto e il topo. Né vogliamo essere noi il topo. Questo bisogna che il governo e il ministro dell'economia se lo mettano bene in testa: quello del ministro è un ultimatum senza senso». Anche il ministro Pier Luigi Bersani ha assicurato che il governo sta lavorando sulla questione delle pensioni e «per i tempi del Dpef avramo tutte le cose a posto». Nessuno può negare che ci siano due linee divergenti all'interno del governo, ma il ministro così la giustifica: «Avere un'unica posizione è complicato per la maggioranza e il governo ed è complicato anche per i sindacati». «Magari il governo avesse l'unità che hanno i sindacati - replica Epifani - ci prendesse ad esempio una volta tanto». E ha aggiunto: se qualcuno ha intenzione di lasciare l'attuale legge «è bene che si ricordi che ciò porterebbe ad iniziative di lotta nei confronti dello stesso governo». Circa 15.000 pensionati manifesteranno il 15 maggio a Roma a sostegno delle richieste per la rivalutazione delle pensioni più basse. I segretari della categoria hanno scritto una lettera a palazzo Chigi chiedendo una concertazione reale «con il coinvolgimento dei sindacati dei pensionati».
Ieri pomeriggio intanto il segretario di Prc Franco Giordano è andato a Palazzo Chigi per incontrare Prodi. Ha avuto l'assicurazione che la linea di Padoa-Schioppa «non è frutto di collegialità» e ha ribadito che il ministro dell'Economia fa spesso «un terrorismo dei numeri».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it