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PESCARA. C'è una data: il 2010. Entro questo termine i lavoratori precari al servizio della Regione e dei suoi enti strumentali dovranno essere stabilizzati, e i loro contratti trasformarsi nel fatidico tempo indeterminato. E' l'assessore regionale Fernando Fabbiani ad annunciare che la giunta sta lavorando attorno ad un'ipotesi concreta, con tanto di piano dei tempi, per mappare e poi regolare l'ingresso stabile delle tante figure oggi assunte in Regione e dintorni con contratti a tempo determinato, interinale, collaborazioni. Lo scorso 26 aprile infatti la giunta guidata da Ottaviano Del Turco ha avviato l'iter di riforma della legge 77 del 1999 che ordina il lavoro negli enti regionali. Sotto osservazione ci sono tre articoli, dal 33 al 35, che dovranno essere riformati per fare spazio ai precari, sui quali manca anche un conteggio complessivo. «Abbiamo il dovere di farlo» ha spiegato Fabbiani ai margini del convegno che il Ciapi e la Regione hanno dedicato proprio ai precari nella pubblica amministrazione, «perché precariato vuol dire non poter programmare neppure la propria vita. Abbiamo alcuni strumenti, ne metteremo in campo altri». A garantire l'impegno della Regione ieri c'era anche Rosa Rinaldi, sottosegretario alle politiche del lavoro, che ha incontrato nel corso dell'animato convegno anche i rappresentanti dei precari della Asl di Pescara e dell'Arta. «Spesso ascoltiamo Confindustria che ci dice che i precari sono più nella pubblica amministrazione che non nel settore privato» ha detto il sottosegretario, «e noi vogliamo combatterla. In Finanziaria abbiamo inserito delle misure specifiche per la loro stabilizzazione, perché è la pubblica amministrazione che, per prima, deve dare l'esempio». Anche il capitolo risorse, secondo Rinaldi, passa in secondo piano: «Bisogna rispettare il patto di stabilità, ma questi precari oggi pesano già sulle spalle delle amministrazioni, non sono pagati da altri né risponde al vero l'accusa che c'è personale assunto oltre la pianta organica». A far lievitare la massa dei precari in enti locali e amministrazioni centrali avrebbe invece contribuito, secondo il sottosegretario, «la politica scellerata dei blocchi delle assunzioni». Ora però è arrivato il momento «di dare un futuro a queste persone», e l'Abruzzo, ha aggiunto Fabbiani, «ha previsto incentivi per le aziende private che decidono di stabilizzare ilavoratori precari». |