Data: 12/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Statali, il governo tenta di evitare lo sciopero. L'agitazione dei dipendenti pubblici non è stata revocata. Previdenza, Epifani attacca il governo: «Non si può cambiare idea ogni giorno»

Mercoledì incontro governo-sindacati sul contratto. Sale la tensione per le pensioni

ROMA. Stretta finale nella vertenza statali per evitare lo sciopero. Il governo ha convocato i sindacati per mercoledì nella speranza di riuscire a mettere la parola fine a una trattativa che si è inasprita nel corso delle ultime settimane. Ad annunciare l'incontro è stato il ministro della Funzione Pubblica Luigi Nicolais: «Per il contratto dobbiamo muoverci, e convincerci che è una cosa che dobbiamo fare», ha spiegato. La disponibilità del governo non ha però smosso i sindacati, contrari a una revoca dello sciopero del primo giugno prima della firma del contratto.
E la vertenza statali si inserisce in un clima reso già caldo dallo scontro sulle pensioni. Per i circa tre milioni e mezzo di statali qualcosa sembra muoversi, seppure con difficoltà. Il punto del disaccordo riguarda i 101 euro di aumento che i sindacati danno già per acquisiti ma che il governo nega di aver mai concesso. «Sul pubblico impiego - ha spiegato il segretario Uil Angeletti - il governo ha semplicemente cambiato posizione, ha rinnegato un impegno che si era assunto a chiudere questi contratti». A rimettere le cose in discussione è stato il ministro dell'Economia Padoa-Schioppa, con quale ieri Nicolais ha assicurato di lavorare alla ricerca di una soluzione. Il problema è la ricerca dei fondi necessari a finanziare gli aumenti di tre milioni e mezzo di lavoratori, comprese le Forze armate. L'accordo, a cui sembrava essere arrivati il 6 aprile, prevedeva tre miliardi e 711 milioni di euro per il biennio 2006-2007 a partire dal gennaio 2007, con uno stanziamento che sarebbe stato inserito nella Finanziaria del 2008. Di questi, un miliardo e 386 milioni erano destinati al settore Aran, 685 milioni di euro ai non contrattualizzati del settore statale (come le forze dell'ordine), un miliardo e 667 milioni per il settore pubblico non statale (enti locali), di cui 851 milioni per il servizio sanitario nazionale. Cifre sulle quali la partita, che sembrava chiusa, si è improvvisamente riaperta riportando i sindacati sul piede di guerra. Lo sciopero «resta in campo, lo rinviamo solo se se c'è la firma dei contratti», ha detto il leader Cgil Epifani. Ma le frizioni non riguardano solo la vertenza statali. A far salire la temperatura c'è anche la questione delle pensioni, a partire dall'ultimatum dato da Padoa Schioppa, secondo il quale se entro giugno non si arriva a un accordo resta in vigore lo scalone. «Stiamo facendo una trattativa, non accettiamo ultimatum, non accettiamo la logica che non tiene conto delle posizioni del sindacato», ha replicato Epifani. «E' bene che il governo stia molto attento alle cose che fa e al profilo che tiene nel confronto con i sindacati», ha proseguito il segretario della Cgil chiedendo maggiore unità a governo e maggioranza: «Padoa Schioppa non può essere il ministro di se stesso». E ha avvertito il governo di essere pronto allo sciopero: «Contro lo scalone abbiamo già scioperato contro il precedente governo - ha concluso - noi saremo coerenti ma chiedo al governo di essere coerente con il programma elettorale perché non si può cambiare idea ogni giorno».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it