Data: 12/05/2007
Testata giornalistica: Prima da Noi
Filovia, Cdl:«dimissioni di Ginoble e Gtm commissariata»

«Ragioni di strettissima politica locale». Sarebbe questo il motivo della mancata firma del contratto di appalto per il primo lotto della filovia Pescara-Montesilvano tra la Gtm e la "Balfour beatty rail" che dovrebbe costruire l'opera.
Oggi in una conferenza stampa la casa delle libertà è tornata a parlare dell'"eurofiguraccia" che porterà non poche conseguenze di ordine legale e politico.

L'impressione è che vi siano pressioni di vario genere dietro il paravento dell'appalto che vede coinvolte alcune forze del centrosinistra. E che vi siano interessi molteplici, magari celati dietro le "ragioni ufficiali", è stato chiaro anche stamattina quando i consiglieri di centrodestra parlando in maniera generica è parso sapessero molto più di quanto hanno poi effettivamente detto.
Così la richiesta politica è stata la "testa" dell'assessore regionale Tommaso Ginoble o l'immediato
commissariamento del consiglio di amministrazione della stessa società di Gestione trasporti metropolitani.
Quello che è chiaro è che Rifondazione comunista si è opposta al progetto mettendosi nella stessa posizione dell'ex sindaco Cantagallo.
«Il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, e Ginoble dovranno dare una spiegazione pubblica - ha detto il vice coordinatore regionale di Forza Italia, Giuliano Grossi - poiché non è credibile che Renzetti abbia agito di propria iniziativa, sfidando la Regione, socio unico della Gtm».
Renzetti, sostiene il centrodestra, non poteva rifiutarsi di firmare il contratto con la società che si è aggiudicata l'appalto: «La firma era un atto dovuto e non discrezionale - secondo Grossi -, in quanto arrivava al termine di un iter procedurale concluso».
Non era quindi necessaria la delega del Cda al suo presidente.
Tale motivazione addotta allora «é una scusa banale», per il consigliere regionale Mario Amicone (Udc).
Nell'accordo di programma tra Stato e Regione come titolare del progetto è indicata la Regione
Abruzzo, che già da un anno ha in cassa 36 milioni di euro per l'opera. Mentre la Gtm è la stazione appaltante, delegata a completare l'iter operativo del progetto.
«Da questa vicenda - ha detto il consigliere regionale Nazario Pagano (Fi) - emerge il provincialismo di una classe dirigente inadeguata ai tempi che viviamo». La filovia per
Pagano «serve ad attrezzare un mezzo di trasporto veloce per depotenziare il trasporto privato».
«Con la gestione Del Turco», ha detto Castiglione (An), «siamo ormai rassegnati a vedere la nostra Regione esposta alle brutte figure, ma la mancata firma per la realizzazione della filovia Pescara-Montesilvano le supera tutte grazie, esponendoci al ludibrio europeo. Il risentimento della società appaltatrice, la Balfour Beattj Rail è legittimo, così come quello dei cittadini che aspettano ormai da tempo quest'importantissima opera per la quale, lo ricordiamo, si è battuto a lungo l'On. Nino Sospiri affinché avesse il via libera dal Ministero per le Infrastrutture».

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