Data: 15/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Tesoro, per Alitalia 3 offerte superano l'esame. L'AirOne, i russi e gli americani entro giugno presenteranno le proposte finali

Bersani: «Il governo non ha preferenze Procedura trasparente»

ROMA. Una corsa sul filo di lana. Tre cordate in lizza. Tutte le tre offerte preliminari presentate il 16 aprile per la privatizzazione di Alitalia hanno superato l'esame del Tesoro, che ha indicato per la fine del mese di giugno il termine per la presentazione delle offerte vincolanti e per proporre un piano industriale definitivo per il rilancio della compagnia.
Quindi in corsa l'italiana Ap Holding, la società di Carlo Toto che controlla AirOne; gli americani del fondo Texas Pacific Group in cordata con MatlinPatterson e Mediobanca; ed i russi di Aeroflot con Unicredit Banca Mobiliare.
Per il Tesoro tutti hanno rispettato i termini della procedura, hanno presentato offerte preliminari complete di tutte le informazioni richieste, ma soprattutto strategie e piani industriali giudicati adeguati per «rispettare obiettivi minimi di risanamento, rilancio e sviluppo di Alitalia ed i requisiti minimi di interesse generale» fissati dal ministero.
Dal 24 maggio, il giorno dopo l'approvazione in cda del bilancio 2006, i tre candidati saranno ammessi contemporaneamente alla data room, avranno cioé accesso ai dati riservati della compagnia per approfondirne la conoscenza prima di definire le ultime offerte.
«Nei prossimi giorni», inviando una nuova lettera di procedura ai potenziali acquirenti, il Tesoro fisserà più nel dettaglio «contenuti e modalità di presentazione delle offerte vincolanti», quindi tappe, tempi, ma probabilmente anche una integrazione di requisiti e delle garanzie richiesti, per poi arrivare alla chiusura della gara con la cessione del controllo della compagnia ad un nuovo azionista privato. E' confermata l'intenzione di cedere una quota del capitale «non inferiore» al 39,9% (il Tesoro ha in portafoglio il 49,9%).
Da oggi, e per circa 45 giorni, si apre quindi una fase di confronto serrato con i tre potenziali acquirenti, anche sul valore delle offerte economiche, ma con una particolare attenzione alle garanzie richieste dal governo su tutti gli aspetti legati ad interessi pubblici, come gli obiettivi di rilancio e sviluppo, la tutela dei posti di lavoro, qualita' e copertura del servizio.
Nella gara «non c'é nessun preferito», ha sottolineato il il ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani rispondendo ad una domanda sui rumors che indicano Ap Holding, l'unica candidatura tutta italiana, in una posizione di vantaggio. «C'é una procedura che sta seguendo il Tesoro - dice Bersani - noi garantiamo una gara assolutamente trasparente e rigorosa. Non c'é nessuna preferenza».
Più in generale, parlando di Alitalia, ma anche della vicenda Telecom, e del caso Autostrade-Abertis, il ministro Emma Bonino ammonisce il governo a non cedere ad una tentazione di protezionismo.
«Il segnale che abbiamo dato nelle vicende di questi mesi é stato sbagliato - indica il ministro delle politiche europee -. Il mondo, gli investitori esteri, hanno percepito un'Italia chiusa, protezionista, la cui economia non è ispirata al libero mercato, bensì al dirigismo dello Stato».
Non abbiamo dato «segnali di buona accoglienza» e «appena si presenta qualcuno che vuole investire di passaporto non proprio doc italiano, siamo improvvisamente presi da nervosismo, manco arrivassero i turchi, i colonizzatori».
L'ammissione di tre grandi gruppi alla terza ed ultima fase della gara di privatizzazione della compagnia di bandiera, ha fatto bene al titolo di Aitalia.
In Borsa, in attesa dell'esito delle valutazioni del Tesoro reso noto ieri sera, il titolo Alitalia ha guadagnato lo 0,30% ad un prezzo di riferimento di 0,9355 euro.

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