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ROMA Angeletti, piove sul bagnato. L'Alitalia è in crisi e gli assistenti di volo applicano scrupolosamente le norme contrattuali. Il risultato è una sorta di sciopero spontaneo. «Ci sono delle ragioni - risponde il leader della Uil con il quale c'è l'impegno a non divagare su altri temi - che non sono secondarie. Due anni fa gli assistenti di volo hanno firmato contratti che contenevano precisi accordi. Quegli accordi sono stati disattesi. Si è riaperto un confronto con l'azienda e l'azienda ci ha risposto semplicemente che non è intenzionata ad applicare quell'intesa. Un atteggiamento di completa chiusura. Siamo stati fino a pochi minuti fa (sono circa le 20) a discutere, senza alcun risultato. Anzi uno ce n'è: la trattativa è saltata. E le motivazioni sono sacrosante». Ma uno sciopero, in questo momento, non rischia di affossare definitivamente la compagnia? «Guardi che non c'è stato alcuno sciopero. Gli assistenti di volo hanno semplicemente detto: adesso applichiamo la normativa». Però alcuni aerei sono rimasti a terra... «Perchè Alitalia organizza i voli violando le regole. Per quanto tempo dovremo sopportare una situazione di illegalità?». Sì, ma in questo momento... «Ho capito, ma in questo caso le motivazioni non sono di tipo salariale. Abbiamo chiesto e chiediamo soltanto che vengano applicate le regole che sono state concordate. E poi serve anche in vista dell'arrivo del nuovo azionista».In che senso, scusi? «Il nuovo azionista deve sapere quali sono le regole». Non era stato proprio lei, qualche settimana fa, a dire che gli scioperi avevano danneggiato l'azienda? «Infatti io avevo proposto di attuare scioperi virtuali che avrebbero dovuto danneggiare la compagnia, non i passeggeri. La mia proposta è stata bocciata dall'azienda. La verità è che Alitalia vuol fare ciò che gli pare». Senta Angeletti, come sta andando la privatizzazione? «Bene. Almeno fino adesso. Mi sembra una partita gestita con trasparenza. Lo conferma il fatto che nessuno dei tre concorrenti rimasti in gara ha sollevato proteste. Vedremo poi come si concluderà». Lei magari fa il tifo per il vettore italiano, cioè AirOne? «Non faccio il tifo per nessuno. Ma il futuro azionista deve sapere che Alitalia potrà essere risanata solo facendola crescere. Non operando dei tagli perchè se si taglia ancora un po' diventerà una compagnia regionale». Il ministro Bianchi è intervenuto intanto per tagliare gli scioperi o per spostarli. Un'invasione di campo? «Le norme che regolano i servizi sono abbastanza restrittive. Gli interventi dei ministri non producono altro che il fallimento di quelle norme». Quindi Bianchi ha sbagliato? «E' certo». |