Data: 17/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
D'Alfonso: ai costruttori non facciamo regali. L'inchiesta sull'Urbanistica non si ferma, nomi di indagati coperti dal segreto

PESCARA. Nessun regalo ai costruttori. Nessun aumento di cubatura concesso ai big del mattone com'è accaduto a Montesilvano.
Così rispondono sindaco e assessore 24 ore dopo il blitz della squadra mobile in Comune. L'inchiesta sull'Urbanistica è caduta come un fulmine su palazzo di città. Da ambienti della procura smentiscono l'iscrizione di politici con nomi eccelenti nel registro degli indagati. Da altri ambienti investigativi arriva invece la conferma di questa notizia che ieri correva di bocca in bocca in Comune. Si parla di tre indagati. In serata il numero è salito a cinque. E' notizia delicatissima, avvolta dal riserbo. La spiegazione è semplice: l'iscrizione nel registro della procura, che non è stata seguita da avvisi di garanzia, si basa su un esposto tutto da verificare. C'è riserbo anche sul nome del denunciante. Ma sappiamo della querela firmata dal senatore di Forza Italia, Andrea Pastore, che è stato ascoltato dal procuratore capo, Nicola Trifuoggi, cui si aggiungono decine di denunce giunte sui tavoli dei magistrati dal 2003 a oggi, da quando D'Alfonso è sindaco. L'inchiesta non vuole scoprire reati di corruzione (mazzette), ma punta verso altre ipotesi che accomunano i faldoni acquisiti due giorni fa dalla Mobile negli uffici dell'assessore Tommaso Di Biase; fascicoli passati al vaglio della commissione urbanistica presieduta da Vincenzo Dogali. Se la denuncia dovesse rivelarsi infondata chi l'ha presentato rischia un'imputazione di calunnia. Così dai piani più alti della procura è partito l'ordine di blindare l'inchiesta fino a che non saranno terminate le verifiche da parte della polizia e del pm Aldo Aceto. E' certo però che si tratta di un'indagine molto delicata in pieno periodo elettorale. Alla quale D'Alfonso risponde dichiarandosi sereno e fiducioso sia per il filone sugli accordi di programma complessi (come il parcheggio sotto il Florida, le due torri della Regione nell'ex fonderia Camplone o il polo direzionale De Cecco - Aristide e non Filippo Antonio - progettato da Fuksas) sia per la gara delle aree di risulta vinta da Carlo Toto.
A sentir D'Alfonso l'inchiesta avrà l'effetto di certificare la correttezza dell'attività del suo Comune. In sintesi gli darà una sorta di certificato Iso 9000, e spezzerà le gambe all'opposizione che sposta la politica nelle aule di giustizia. «Le attività di accertamento dell'autorità giudiziaria», afferma D'Alfonso, «sono una garanzia per chi governa, anche perché escludono il durevole gioco delle strumentalizzazioni politiche e hanno una conclusione che determina una chiarezza indiscutibile». L'assessore Di Biase dice che il Comune si è dotato di uno strumento anti-favoritismi tra Comune e costruttori. E' un regolamento di poche pagine, approvato dal consiglio, che fissa i paletti per la stipula degli accordi di programma. «Con questo strumento non possiamo regalare agli imprenditori nulla di più di ciò che stabilisce il piano regolatore», conclude Di Biase. Insomma Pescara non è Montesilvano. Ma l'inchiesta va avanti.

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