Data: 18/05/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pescara. Corruzione e abuso le ipotesi di reato, scattano le perquisizioni nelle aziende Nell'inchiesta anche nove costruttori.

Cresce il numero degli indagati nell'inchiesta sul Comune di Pescara: sale a dodici, con ipotesi di reato piuttosto pesanti come corruzione e abuso d'ufficio.
Nel mirino del nutrito e prestigioso pool di magistrati che si sta occupando di questo delicato caso (Mennini, Aceto, Di Florio e Bellelli) è finita la commissione urbanistica e in particolare uno dei suoi componenti politici, che figura iscritto nel registro degli indagati. Insieme a lui, alcuni dirigenti comunali e soprattutto nove imprenditori: gran parte di quelli che vengono riportati nell'ordine di esibizione di documenti, firmato dai sostituti Aceto e Di Florio. Un provvedimento che riguarda le carte relative agli accordi di programma, ma dal quale si intuisce chiaramente l'attuale linea della procura. In particolare il Pm scrive: «...ritenuta la necessità di acquisire al procedimento tutti gli atti relativi alle richieste, alle conseguenti procedure preistruttorie, istruttorie, e provvedimenti di eventuale loro definizione...». E' qui il collegamento con la commissione urbanistica visto che poi il magistrato elenca gli imprenditori interessati ai vari accordi e cioè Aldo Primavera, Ermanio Cetrullo, Alfio Sciarra, Enio Chiavaroli, Domenico Catani, Dino Di Vincenzo, Giovanni Di Vincenzo, Franco Olivieri (per il gruppo D'Andrea & D'Andrea), Franco, Antonino e Domenico Lamante e Alessandro Costantini.
E le novità delle ultime ore riguardano appunto i big del mattone. Nella serata di mercoledì scorso gli uomini del dirigente Nicola Zupo della questura hanno effettuato perquisizioni negli studi dell'imprenditore Aldo Primavera e di Ermanio Cetrullo: studio e ogni altro locale in cui potevano essere custodite carte ritenute importanti per la procura e naturalmente per questa inchiesta. Ieri è toccato invece a una delle principali aziende della regione, la Di Vincenzo: una perquisizione che è andata avanti per molte ore.
Ecco che dunque l'inchiesta comincia a prendere forma e a delineare contorni che spiegano anche l'impiego di ben quattro magistrati. Un altro aspetto che va sottolineato riguarda il titolo dei reati contestati agli indagati: si parla, come dicevamo, di corruzione e abuso d'ufficio. Questo vuol dire che gli inquirenti, prima del blitz in Comune e del mega sequestro dei venti accordi di programma e della più importante gara di appalto, quella sull'area di risulta della stazione vinta da Carlo Toto, avevano già elementi per iscrivere sul registro degli indagati i dodici per corruzione. E probabilmente già esiste una gola profonda che ha fornito ai magistrati del pool gli input e le informazioni per aprire quella che si preannuncia come una voragine. Il collegamento con l'inchiesta "Ciclone" di Montesilvano, che ha fatto saltare l'intero governo della città adriatica, è poi un altro possibile aspetto dell'indagine pescarese.
Nello scandalo Montesilvano figurano infatti alcuni degli imprenditori finiti nel mirino del pool e non è escluso che agli atti ci siano delle intercettazioni che abbiano fatto scattare l'inchiesta sul Comune di Pescara. Il primo dei due attuali procedimenti pescaresi (il 2238 del 2006, quello relativo agli accordi di programma) risale infatti al mese di febbraio 2006 e dunque in piena operazione "Ciclone", mentre il secondo (il numero 8516 del 2006, quello sulla gara di appalto dell'area di risulta) è molto più recente e risale ad ottobre scorso.
Insomma una inchiesta che non è poi così tanto all'inizio e che giustifica il salto di qualità che sta facendo in queste ultime ore e che tanta preoccupazione sta provocando negli ambienti politici e non di palazzo di città.

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