Data: 19/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Sangritana, tegola da 9 milioni di euro. Paga il contenzioso con Toto spa sui lavori per la nuova ferrovia

LANCIANO. La Sangritana, la società regionale di trasporto, ha dovuto sborsare nove milioni di euro. Un fiume di denaro, pari a un quarto del bilancio societario, per mettere la parola fine al contenzioso con la Toto costruzioni e a una storia lunga vent'anni, iniziata con la costruzione della nuova ferrovia Lanciano-San Vito e fatta di appalti, ritardi, polemiche. Nessun accordo bonario, come si sperava qualche mese fa. Nessun aiuto economico dal principale partner, la Regione. Ma un maxi-fido ottenuto dalla banca.
La presidente Sangritana Loredana Di Lorenzo (Margherita) vede il bicchiero mezzo pieno. «Era la soluzione migliore per l'azienda, che andava tutelata», afferma, «la Regione ha un deficit e dall'oggi al domani non poteva supportare questa operazione. Problemi? Vedremo coi bilanci. Ma è certo che può esserci una sofferenza economica. Lunedì scorso ho firmato l'assegno da nove milioni, ottenuti con un fido della Banca popolare di Lanciano e Sulmona». Il contenzioso che rischia di minare la stabilità della Sangritana risale invece a parecchio tempo prima. E merita una ricostruzione. Nel marzo 2006 la Sangritana è stata condannata a pagare 16 milioni e 450mila euro dopo avere perso il lodo arbitrale con l'impresa di costruzioni Toto spa del gruppo Carlo Toto (il maggiore azionista della società aerea AirOne). L'impresa ha costruito la ferrovia Lanciano-San Vito e proprio i lavori decennali o le differenti modalità di esecuzione hanno portato allo scontro Toto-Sangritana. Il collegio arbitrale che aveva il compito di dirimere la controversia era stato nominato due anni fa: il procedimento contemplava l'accordo preventivo tra le parti, alternativo alla giustizia ordinaria, e si è concluso con un lodo (ha l'efficacia di una sentenza di primo grado, ndr). Lodo che ha scatenato polemiche e ha coinvolto le ex gestioni Sangritana. Nel frattempo la società ha nominato due consulenti - i docenti universitari Massimo Basilavecchia e Luciano D'Amico - per risolvere il caso. L'11 gennaio di quest'anno è stato presentato il ricorso alla Corte d'Appello di Roma (prima udienza giovedì 24) e a febbraio il giudice ordinario del tribunale di Lanciano ha stabilito che parte del debito con Toto è stato saldato con una transazione da sette milioni di euro. Ma ecco il colpo di scena. La Toto spa ha ceduto il credito al gruppo bancario Capitalia. E Capitalia ha precettato la Sangritana, esigendo anche il pagamento di mille euro al giorno per interessi. Spalle al muro, la società regionale di trasporto si è affrettata a pagare i nove milioni di euro in attesa che la giustizia faccia il suo corso. «Ma abbiamo qualche spiraglio», sottolinea la Di Lorenzo, «il fido con la Bls prevede una polizza fideiussoria a garanzia. In pratica, se la Corte d'Appello ci dà ragione riavremo indietro i soldi».

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