Data: 20/05/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Donne e gay, su Di Matteo l'ira di Fassino. Gayleft e consulta Lgbt dei Ds chiedono al segretario l'espulsione dal partito del capogruppo della Quercia all'Emiciclo. «Parole inaccettabili e inconciliabili con il ruolo di un rappresentante delle istituzioni»

PESCARA - «Parole inaccettabili e inconciliabili con le funzioni e il ruolo di un rappresentante delle istituzioni»: è una censura pesante, che prelude a decisioni altrettanto pesanti, quella del segretario nazionale dei Ds, Piero Fassino, nei confronti del capogruppo regionale della Quercia, Donato Di Matteo, che aveva espresso opinioni offensive nei confronti di donne e gay in una riunione della Commissione Statuto del Consiglio regionale. Un "caso" esploso dopo che "Il Messaggero", venerdì scorso, aveva raccontato di quella riunione, conclusa dall'uscita dall'aula del capogruppo di Rifondazione comunista, Daniela Santroni. «Spero che Di Matteo -continua il leader diessino- si renda conto della gravità delle sue affermazioni e senta il dovere di esprimere immediatamente pubbliche scuse». L'intervento di Fassino è giunto al termine di una giornata caratterizzata da numerose prese di posizione. Da quella del presidente nazionale Arcigay Aurelio Mancuso a quelle dell'associazione Jonathan, di Manuela Villacroce presidente della Commissione regionale Pari opportunità, del candidato sindaco di Montesilvano Paola Sardella. Su tutte, la lettera inviata allo stesso Fassino da Andrea Benedino e Anna Paola Concia, portavoce nazionali di Gayleft e Consulta Lgbt dei Ds: «Caro Piero, è con rabbia e sconcerto che apprendiamo dalle cronache abruzzesi del "Messaggero" che il compagno Donato Di Matteo, nostro capogruppo in Consiglio regionale in Abruzzo, ha affermato nel corso di una seduta di commissione "Basta con le riserve indiane, basta con le donne che vengono elette alla Regione senza alcuna rappresentanza. Se proprio volete le quote rosa, allora io propongo le quote anche per i finocchi e le minoranze etniche e religiose". Riteniamo affermazioni di tale tenore, tanto più pronunciate in una sede istituzionale, del tutto incompatibili con l'appartenenza a un partito come i Ds. Non è tollerabile che un così alto rappresentante del nostro partito si esprima con questi toni da caserma contro donne e omosessuali. Ti sollecitiamo ad assumere quanto prima i più opportuni provvedimenti contro il compagno Di Matteo, a partire dall'espulsione dai Ds». E a sera, la dura reprimenda di Fassino.

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