Data: 21/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Tesoretto, Prodi trova l'accordo ma tace. E' ottimista sul contratto degli statali Cita le priorità, non tutte finanziabili

ROMA. Il governo trova l'accordo su come utilizzare il ?tesoretto (l'extragettito che arriva dalle maggiori entrate fiscali) e così il presidente del Consiglio può guardare «fiducioso» allo sblocco della vertenza sul contratto degli statali. L'appuntamento con Cgil, Cisl e Uil è fissato in settimana, al ritorno dei segretari generali dal convegno europeo dei sindacati a Siviglia da oggi al 24 maggio. Quasi due ore di riunione a Palazzo Chigi con il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, i vicepremier D'Alema e Rutelli e il sottosegretario Letta.
Fissata anche la ?road map' dei prossimi messi: al più tardi entro quindici giorni, il Consiglio dei ministri darà il via libera al piano casa, mentre per il 28 giugno arriverà l'ok al Dpef (Documento di programmazione economica e finanziaria).
«Abbiamo fatto il punto - dice il premier - sull'andamento dell'economia italiana e sui conti pubblici e possiamo ribadire un sereno ottimismo riguardo agli equilibri economici del nostro Paese per quanto riguarda la crescita».
La squadra di governo conferma quindi «la volontà di concentrare l'azione politica per accentuare la crescita del Paese e la necessità di aumentare lo sviluppo economico italiano».
Questa la rotta, ma nell'incontro premier e ministri hanno fatto di più: «Abbiamo trovato un accordo completo- spiega Romano Prodi - sulle direzioni verso cui dirigere queste risorse».
Un elenco di cinque priorità, con al primo posto le pensioni più basse.
Precari, ammortizzatori sociali «per i disoccupati o chi vive in condizioni di particolare disagio» chiudono il primo capitolo.
«Infrastrutture, innovazione e ricerca, il Piano casa e le politiche a sostegno della famiglia» sono, invece, gli altri punti chiave.
Un progetto di ampio respiro, ma che comunque, mette le mani avanti Prodi, deve sempre fare i conti con le risorse a disposizione e che «non sono quantità enormi».
Il Professore, quindi, non scioglie il nodo sul quale da giorni si discute, vale a dire se utilizzare o meno il maggior gettito fiscale per il contratto degli statali.
Anche se la proposta da mettere sul tavolo con i sindacati «è pronta», assicura il premier, che però non ha alcuna intenzione di darla in pasto alla stampa prima di discuterla con i diretti interessati. Di certo, comunque, c'è la volontà di superare lo scoglio dello sciopero: l'accordo è infatti «necessario e utile», conclude il presidente del Consiglio, per sbloccare la «tensione su una questione importante per la vita quotidiana».
«Grande delusione per metodo inaccettabile. E' come se il 25-30% della coalizione possa decidere tutto. Insisto, prima del dpef è indispensabile una riunione politica di merito sulla politica economica del governo senza la quale il Pdci è indisponibile a votare alcunchè». Così Oliviero Diliberto commenta l'esito della riunione di governo di questa sera a Palazzo Chigi

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