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Una caratteristica ed una qualità del politico è non tanto quella di amministrare il presente quanto quella di avere una visione proiettata al futuro per quanto riguarda scelte importanti che influiscano sull'assetto urbanistico di una città o sullo sviluppo economico di un comprensorio o sul miglioramento dello stato sociale dei cittadini. La vicenda della strada parco Montesilvano-Pescara è per questo emblematica in quanto la voce di alcuni politici nostrani ha tuonato in zona Cesarini tentando di cavalcare un impossibile dietrofront dopo aver verificato di aver infilato un vicolo cieco. Ma dove era la Politica, quella con la P maiuscola, quando sono state messe le basi del destino dell'ex tracciato ferroviario e del conseguente progetto della filovia? Dove erano i rappresentanti di quell'elettorato sfiduciato che per far sentire il suo dissenso e far valere i suoi diritti ha dovuto necessariamente costituirsi in associazioni? Eppure era abbastanza chiaro che un progetto come quello che si realizzerà sarà, spero per un breve lasso di tempo, un'opera monca, un'altra occasione di poco oculata gestione del danaro e dello spazio pubblico. Era altresì abbastanza evidente, a seguito del loro comportamento, che le amministrazioni civiche interessate e la Regione non avevano nessuna intenzione di avallare un ripensamento gravato da penale. Era anche presumibile che non si potesse dire di no ad un finanziamento ormai stanziato di 31 milioni di euro foriero di lavoro e di investimenti. Se si sbagliano i tempi e si è costretti a rincorrere affannosamente soluzioni già prese, si fa presto a smettere l'armatura dell'Orlando Furioso e calzare quella meno gratificante di Don Chisciotte.
(*) Presidente del consiglio provinciale di Pescara |