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Mai sull'erba del mio giardino! Così affermano gli inglesi quando lo Stato progetta di realizzare qualche opera che potrebbe ledere gli interessi e la libertà individuale, e così hanno ragionato i sei candidati sindaci che domenica 13 maggio scorso hanno partecipato all'incontro sul corridoio verde che dovrebbe unire le città di Pescara e Montesilvano. L'inquinamento ambientale da Pm 10, benzene, monossido di carbonio, e il rumore che attanaglia corso Umberto di Montesilvano, così come via Nazionale Adriatica, viale Bovio, corso Vittorio Emanuele e via Marconi a Pescara non interessa a nessuno, perchè i cittadini che vivono a ridosso di queste strade sono figli di un dio minore che tutto devono ricevere e di tutto devono morire. Gli autarchici pensatori che hanno fischiato coloro che desiderano uno sviluppo armonico di Montesilvano, non hanno riflettuto nemmeno un istante sul fatto che avere la fermata di un mezzo di trasporto pubblico non impattante è considerato nelle città un fattore di incremento del prezzo delle proprie abitazioni e non una causa di deprezzamento. Perchè quando finalmente le 40.000 automobili di tutti coloro che vivono a Montesilvano e lavorano a Pescara non potranno più invadere l'altrui territorio comunale, e soprattutto non potranno più inquinare l'aria degli altri, come faranno gli assennati cittadini della strada parco a muoversi liberamente? Al di là delle provocazioni dialettiche è giunta l'ora che i comportamenti individualistici lascino il posto ad idee che migliorino la qualità della vita delle nostre città.
(*)Presidente associazione «Pescara adesso» |