Data: 22/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Del Turco taglia comitati e consulte. Il presidente: lotta agli sprechi per ridare forza alla politica

Per i tecnici regionali il risparmio sarà di un milione di euro l'anno Il presidente: «Andrò avanti, ma c'è chi vuole fermarci»

L'AQUILA. E' la risposta di Del Turco a quanti chiedono di ridurre gli sprechi. A quella «onda montante» dell'antipolitica che nutre diffidenza verso auto blu e stipendi pubblici. Ieri la giunta regionale ha tagliato 25 «enti inutili», tra comitati, consulte e commissioni.
Una soppressione che frutterà secondo i calcoli della Regione Abruzzo, un risparmio di gettoni di presenza e stipendi di un milione di euro l'anno.
«Stiamo cercando di trovare una grande sintonia con la parte prevalente dell'opinione pubblica», ha esordito il presidente della giunta regionale, «che mostra insofferenza sempre più marcata nei confronti dei costi impropri del sistema politico».
Oltre alla riduzione degli sprechi in politica, per Del Turco, il tema più importante è ridare credibilità all'azione politica. «Stiamo cercando di restituire rispetto e amore per la politica», sottolinea il presidente della giunta regionale, «alle generazioni che guardano con diffidenza verso la gestione del potere pubblico e l'uso che si fa dei denari che il fisco preleva dalle tasche della gente. Ogni volta che il fisco affonda le mani nelle tasche dei cittadini è sempre cresciuto il senso di disagio e di avversione per i costi della politica. Non è la prima volta che accade ma, mi pare di aver capito dalle parole di D'Alema, che il tema è all'ordine del giorno anche per il sistema politico nazionale».
Ottaviano Del Turco rivendica, con orgoglio, di aver anticipato in Abruzzo i tempi.
«Noi siamo la Regione che per prima ha cominciato», ricorda, «che vuole andare avanti, anche se io so, perchè lo vedo da molti segnali, che la strada non sarà nè facile nè semplice. Quelli che hanno creato questo mostruoso sistema di favori diffusi, sono ancora pronti a riprendere questa strada. Voglio solo dire», scandisce Del Turco, «che non ho nessuna intenzione di mollare e, che ogni settimana, ogni mese, ogni anno, che ci separano dalla fine della legistratura saranno dedicati a questo tentativo di restituire smalto e rispetto per la politica».
La decisione di sopprimere gli «enti inutili» è stata assunta all'unanimità.
In una nota stampa la Regione ricorda che, secondo le stime del segretariato generale della Regione, il taglio dei 25 enti porterà un risparmio sul bilancio di esercizio di circa un milione di euro.
Per Del Turco con i tagli si avvia anche un lavoro di semplificazione procedurale che ha riflessi importanti sui costi generali della Pubblica amministrazione.
«La decisione», ha proseguito il presidente della Regione, «prosegue il lavoro di esemplificazione amministrativa e colloca l'Abruzzo al primo posto tra le regioni italiane impegnate in questo lavoro. Questo del resto, sarà il tema fondamentale dell'azione politica dei prossimi mesi perchè, al termine della Legislatura si possa dire che abbiamo mantenuto con gli elettori abruzzesi l'impegno di "cambiare"».
Tra gli enti inutili sopressi figura un po' di tutto, dalla Commissione regionale per la famiglia, alla Conferenza permanente per i rapporti tra la Regione e le Usl, alle Consulte regionali e provinciali per l'educazione ambientale, fino alla Consulta regionale per i problemi della terza età.
Soddisfatto anche Lamberto Quarta, segretario generale della presidenza della giunta regionale.
«Con il provvedimento assunto», sottolinea Quarta, «teniamo fede agli impegni presi in campagna elettorale di procedere ad una riorganizzazione degli enti, commissioni e società di emanazione regionale. Si tratta, non solo di una riduzione di costi superflui, ma anche di uno snellimento delle procedure amministrative. Spesso gli intralci burocratici si traducono in un danno nei confronti dei cittadini. Il lavoro proseguirà con ulteriori interventi di riforma che riguarderanno il sistema e la gestione idrica, le Ater, e le aziende di trasporto regionali».

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