Data: 24/05/2007
Testata giornalistica: Trambus
Maggioranza d'accordo sul Lanzillotta. Spunta l'ipotesi dell'azienda speciale. L'intesa rifondazione-ministro degli affari regionali sblocca il ddl

Alla fine spunta l'ipotesi dell'azienda speciale. Nei giorni scorsi, durante la discussione del disegno di legge sul riordino dei servizi pubblici locali, la Commissione Affari Costituzionali del Senato sembra aver accolto positivamente l'accordo raggiunto tra il ministro Lanzillotta e Rifondazione: l'intesa è finalizzata ad estendere la possibilità per gli enti locali di ricorrere all'affidamento in house attraverso la riesumazione delle aziende speciali. Detto in soldoni i Comuni avranno la possibilità di scegliere tra gara, gestione diretta in economia e azienda speciale. Anche se il testo non è ancora arrivato in Aula, sembra essersi risolta l'empasse che ha blindato per oltre cinque mesi il disegno di legge, ma ora si teme l'autaut dell'opposizione che denuncia un "compromesso al ribasso". Difende l'accordo Linda Lanzillotta: "C'é la facoltà riconosciuta ai Comuni di gestire i servizi in forme pubblicistiche con l'opzione ovvia che dove si sceglie la gestione in forma imprenditoriale questa si realizza solo nel mercato". In questo modo, si mette uno stop alla presenza di società "inefficienti e prive di verifica da parte dei cittadini". L'azienda speciale - prosegue la Lanzillotta - conferma che i Comuni possono scegliere la via pubblica rispettando la direttiva europea, con propri uffici oppure con aziende analoghe e quindi accettando i vincoli connessi (nessuna operatività fuori del territorio, no a partnership con privati). E' ovvio che se si fanno società per azioni - conclude - queste devono misurarsi con il mercato". Apprezzamento anche dal capogruppo del Prc al Senato, Russo Spena: "C'è un accordo sostanziale nella maggioranza sulla possibilità dei comuni di scegliere in merito alla gestione dei servizi". "L'esperienza dei paesi europei nei quali è stata tentata la privatizzazione dei servizi pubblici - aggiunge - dimostra quanto sia fallimentare e penalizzante per la cittadinanza l'esigenza di trarre profitto dai beni comuni: valga per tutti l'esempio eloquente dei trasporti in Gran Bretagna". La scaletta è ormai tracciata: il 29 maggio si conclude l'esame in Commissione, il 30 al via la discussione nell'aula di palazzo Madama.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it