Data: 23/05/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
La Civita: crisi poco politica «Hanno prevalso rancori personali, conti in sospeso tra partiti e il voler acquisire maggior peso» Reazioni allo scioglimento. Si spera in una nuova forza socialista

SULMONA - Incontriamo Franco La Civita al suo tavolo di lavoro che sbriga, tranquillo, le ultime pratiche. Chiacchieriamo un poco poi la domanda.
Quanto c'è stato di politico e quanto di personale in questa storia?

«C'è stato molto poco di politico in questa vicenda; sono prevalsi rancori personali, conti in sospeso dentro e fuori i partiti e soprattutto il voler acquisire un peso politico e numerico finalizzato all'acquisizione di maggior potere».
Questa azione ha potuto trovare spunto dall'iniziativa della scorsa estate di Ds e Margherita di un ridimensionamento dello Sdi?

«Non c'è stato quest'interesse da parte di nessun partito. Una maggioranza che si riduce da 14 a 11, sindaco compreso, è un'operazione ardita. Se non ci fossero stati quei due anni di conflittualità continua generata da situazioni di eventi elettorali anche regionali, sicuramente gli umori potevano anche essere imbrigliati, invece si è debordato verso il deragliamento istituzionale».
Come mai dopo che sembrava accettata la proposta della giunta con i segretari politici, improvvisamente tutto è precipitato?

«L'elastico si era rotto qualche giorno prima. E nemmeno le relazioni personali potevano riempire il fossato scavato dalla politica. Così anche l'ultima mia proposta che era tesa a dare una risposta alla terza e ultima loro richiesta, non ha dato i risultati sperati. Avevamo riconosciuto uno status politico al Gruppo misto, eliminata l'addizionale Irpef e con l'ultima accettata anche l'azzeramento della Giunta. Ritengo che questo gruppo di singoli consiglieri ha voluto, uso una parola forte, umiliare i partiti, che sono poi i protagonisti della vita politica, o farli perdere a vantaggio dei ricatti fatti da figli di nessuno, in politica, e per di più da tempo affetti da miopia politica. Non so dove li potrà portare questa decisione».
Cosa accadrà ora di quanto programmato?

«Certo problemi ce ne saranno. Oggi (ieri, ndr) all'Aquila il ministro Bersani parlerà del problema della valle Peligna. Di Sulmona non ci sarà nessuno. Mi ha telefonato poco fa il responsabile della Mirror pregandomi di dirgli se poteva continuare il lavoro iniziato due anni fa per il Master. Un'occasione importante per i collegamenti con le altre Università».

Che farà domani?

«Mi riposerò e poi cercherò di riprendere le mie abitudini». Intanto sono piovuti decine di comunicati da destra e sinistra di condanna, mutatis mutandis, dall'on. Teodoro a Paola Pelino, ai consiglieri Amicone, Di Stefano, Emilio Iampieri e dal Segretario regionale Sdi Raffaele Modestini che ha condannato duramente le iniziative dei due consiglieri Sdi, auspicando che a Sulmona si ricostruisca una forza socialista che sia in grado di collaborare con un rinnovato centrosinistra.

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