|
ROMA - Implacabile con l'Anas sulla vicenda Autostrade: «Azzeriamo i vertici». Alfonso Pecoraro Scanio non se la sente invece di puntare il dito contro quei partiti che, a differenza del suo, i Verdi, hanno intascato il finanziamento offerto dal gruppo Autostrade: «È stata una leggerezza». Ma come, non s'indigna? «Non sto a fare megacritiche...». Perché, avete accettato altri finanziamenti «scottanti»? «Ma noooo... Nemmeno ce ne hanno offerti, almeno a livello di partito». C'è pericolo che qualche candidato... «Noi abbiamo detto: "Niente soldi che ci mettano in imbarazzo". Per dire, niente soldi da Beretta, che fa le armi. O da chi fa le pellicce». E così avete fatto con Autostrade. «Certo, il mio tesoriere ha scritto una lettera all'amministratore delegato Gamberale, molto cortese, dicendo che non volevamo quei soldi». Motivi? «Di metodo prima di tutto: si tratta di una concessionaria che vive con i soldi dei cittadini che le derivano dai pedaggi. E noi quei soldi non li vogliamo. Non dovevano proprio offrirceli. Poi ci sono le questioni di merito». Quali? «Abbiamo contestato molti progetti, come l'autostrada della Maremma. Abbiamo criticato la mancanza di sicurezza dell'A14 e i ritardi negli investimenti. Vogliamo essere liberi di continuare a dire la nostra». Ritiene che l'offerta sia stata fatta apposta a ridosso dell'operazione Abertis? «Non lo so. Forse hanno pensato che nel 2007 si dovrà rinnovare la convenzione. Aver finanziato a destra e a sinistra lascia pensare che si possa trattare di un tentativo di ottenere la riconoscenza di chiunque avrebbe vinto le elezioni». Lei sa con certezza chi ha preso i soldi? «No, sono contento che anche Rifondazione si sia regolata come noi. Quanto agli altri partiti, ho motivo di ritenere che abbiano accettato. Altrimenti lo dicevano, no?». Il neosegretario della Cisl, Raffaele Bonanni, dice in pratica che chi ha incassato i soldi, ora, sul caso Autostrade, tace. «Non lo so. Noi siamo stati critici persino al tempo della privatizzazione. Eravamo contrari a una concessione di 40 anni. E poi i canoni incassati dallo Stato erano e sono troppo bassi». Quindi adesso avversate la fusione con Abertis? «Dal punto di vista industriale è una mossa intelligente. Ma avrebbe potuto farla Autostrade a prescindere dalla concessione di cui è titolare? No, ecco perché sarebbe stato giusto coinvolgere lo Stato che è proprietario delle strade. Invece niente. E in più si fa spostare la sede in Spagna!». C'è stata carenza dei controlli da parte di Anas? «Sì, anche perché Anas è stata depotenziata dal governo del Polo che le ha tagliato i fondi». Quindi assolve gli attuali vertici? Non li cambierebbe? «Certo. Ma bisogna azzerare proprio l'Anas e fare l'Authority, che è già prevista dalle leggi, ma che è sempre stata rinviata». È quello che farà se sarà nominato ministro delle Infrastrutture? «Adesso eleggiamo il presidente della Repubblica. Poi vediamo... comunque mi atterrò allo spirito della coalizione». Come ha detto? Al programma dell'Unione? «Allo spirito della coalizione...». |