Data: 27/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
La Cgil: «La sanità sta affondando» Appello della Funzione pubblica a tutte le forze sociali. Il sindacato accusa Molinari «Ignora i nostri consigli»

TERAMO. Una sanità che non riesce a risollevare il capo. Una sanità che ha bisogno di un progetto forte, che però non arriva. E' questo il quadro, a tinte fosche, dipinto dal segretario generale della Fp Cgil, Silvio Amicucci, che lancia un appello a tutti i sindacati, ma anche ai partiti politici e alla società civile perchè si inverta la rotta. Ma il messaggio è rivolto soprattutto a Mario Molinari.
«Sindacato e sindacalista di fronte a una crisi così profonda - fra l'esigenza di razionalizzare e la necessità di un progetto serio per salvare l'Asl - come possono aiutare la sanità teramana se il direttore generale nega il ruolo di concertazione ai sindacati? A questo punto bisogna chiarire che non si può essere amici se si dice che tutto va bene e diventare nemici se ci permettiamo di criticare alcuni capitoli dell'atto aziendale». Il riferimento è ai rapporti col manager, Mario Molinari. «Il meccanismo amico-nemico non funziona», rincara Amicucci, «la Cgil costruisce rapporti politici, prova con umiltà a esercitare il ruolo di rappresentanza, per il bene comune. Ci dispiace, ma non faremo da stampelle a nessuno e non abdicheremo al nostro ruolo. Anzi ribadiamo con forza, anche a chi ci crede conniventi con un sistema in forte difficoltà, la disponibilità a svolgere funzioni di rappresentanza per aiutare chi trova ostacoli a usufruire dei servizi Asl. Altrimenti le distanze fra cittadini e politica, fra cittadini e sindacato rischiano di aumentare e per assurdo si allontanerebbero i nostri obiettivi, individuati anche nel memorandum "per una nuova qualità dei servizi e delle funzioni pubbliche" firmato da sindacati, governo, Regioni ed enti locali. Ma di fatto il direttore generale nega il nostro ruolo. Finora non c'è stato un incontro di concertazione confederale (peraltro non prevista nell'atto aziendale, ndr), cioè sulle scelte di campo in tema sanitario». Amicucci fa notare che il sindacato non è riuscito a ottenere, per esempio, un confronto su prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro «eppure qualche morte bianca», ironizza, «in provincia c'è stata». «Come si può dunque incidere su un progetto di rilancio? Molinari continua a ignorare gli input», incalza, «ad esempio abbiamo detto che l'atto aziendale dovrebbe essere aperto ai suggerimenti: da qui al nuovo piano sanitario tutto è in evoluzione. Un atto "chiuso" e imposto dal direttore è un'ulteriore frustrazione per tutti».
Amicucci fa un appello affinchè «le altre forze facciano sentire la loro voce. Da soli non riusciamo ad arginare questa crisi. C'è bisogno dell'apporto di tutti per evitare conflitti all'interno della provincia ed elaborare un serio progetto in cui trovino collocazione tutti gli ospedali con una valorizzazione dei servizi territoriali».

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