Data: 27/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Il Polo a D'Alfonso: ferma l'appalto. Atto di diffida al sindaco «Aspettare le indagini» Ma l'iter non si ferma: «La firma con Toto entro dieci giorni»

PESCARA. Entro dieci giorni, D'Alfonso firmerà il contratto con Toto per la riqualificazione delle aree di risulta. L'annuncio del sindaco arriva lo stesso giorno in cui il centrodestra ha inviato una diffida all'amministrazione comunale e per conoscenza anche alla procura della Repubblica, a non sottoscrivere l'atto di affidamento in gestione dei 12 ettari di terreno, fino a quando la magistratura non avrà concluso le indagini in corso che riguardano, oltre agli accordi di programma, anche il concorso di progettazione e la successiva gara d'appalto per l'ex stazione centrale.
Questa è l'ennesima iniziativa dei partiti dell'opposizione per cercare di bloccare l'intervento edilizio più importante della storia di Pescara. Sono trent'anni che si parla di riqualificazione delle aree di risulta. Ora l'appalto sta per partire e la Casa delle libertà cerca di fermarlo, giocando tutte le sue carte. L'anno scorso, è partita una denuncia su presunte violazioni di legge nelle procedure di gara, presentata dall'ex deputato di An, Raffaele Delfino, che ha messo in moto le indagini in corso della magistratura; poi, c'è stata una segnalazione di irregolarità all'Autorità di vigilanza dei lavori pubblici. Un mese fa, una diffida al Comune per rinviare l'appalto. In seguito, un esposto del centrodestra che ha dato vita a un'inchiesta dell'Antitrust, avviata venerdì scorso.
Ieri, l'ultimo atto: la seconda diffida. E' stata consegnata a dieci giorni dal blitz della squadra mobile all'ufficio urbanistica del Comune per acquisire una ventina di accordi di programma e documenti sul concorso di progettazione e sul bando di gara per le aree di risulta.
«Una pausa si rende assolutamente necessaria» si legge nel documento firmato da tutti i consiglieri dell'opposizione «al fine di evitare che la sottoscrizione del contratto effettuata in maniera affrettata, senza che siano stati eliminati gli elementi di incertezza, equivocità e ambiguità riscontrati, possa essere causa di danni per l'amministrazione comunale». «Il rinvio della sottoscrizione» è scritto ancora nella diffida «in attesa degli sviluppi dell'indagine avviata dalla magistratura costituirebbe un elemento di certezza sulla buona fede dei protagonisti di questa vicenda».
Di qui, la diffida «a non sottoscrivere il contratto di affidamento in gestione delle aree di risulta e della Ztl alla Toto spa». «Fino a quando» conclude il documento «la magistratura non avrà portato a termine le indagini o, comunque, fino a quando non saranno chiariti tutti gli aspetti procedimentali della gara, anche al fine di evitare che reiterati comportamenti superficiali possano assumere i contorni dell'abuso d'ufficio in presenza di esplicite denunce circa l'irregolarità degli atti amministrativi posti in essere».
«Noi non vogliamo fucilare nessuno prima del tempo» ha spiegato il senatore di Forza Italia, Andrea Pastore «ma il sindaco non può procedere alla sottoscrizione del contratto con un'indagine penale in corso». «Questa diffida è anche un consiglio al primo cittadino ad evitare di commettere altri errori», ha fatto presente Carlo Masci (Udc). «Facciamo appello ai consiglieri di maggioranza affinché convincano il sindaco a non firmare», ha sottolineato Augusto Di Luzio (An). «D'Alfonso eviti quest'altro atto di arroganza», ha aggiunto Berardino Fiorilli (Pescara futura). «Un buon amministratore dovrebbe sospendere tutto, aspettando le decisioni della magistratura», ha osservato Guerino Testa (Forza Italia). Subito dopo le dichiarazioni rilasciate dai consiglieri del centrodestra, è arrivata la replica di D'Alfonso. «L'appalto non si ferma», ha avvertito. Poi il sindaco ha preannunciato l'avvio di una nuova campagna di manifesti contro Pastore: «Da 11 anni in Parlamento, quanto tempo per fare buone azioni e invece senatore nulla di fatto».

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