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ROMA - Stop alla fusione di Autostrade con la spagnola Abertis fino a quando il nuovo governo non sarà «nella pienezza delle sue funzioni». È quanto ha sollecitato ieri il centrosinistra per bocca del responsabile economico dei Ds, Pierluigi Bersani. E mentre il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, chiede la revoca della concessione, il sindacato Fegica-Cisl vorrebbe l'azzeramento dei vertici dell'Anas. Intanto venerdì prossimo il consiglio d'amministrazione di Autostrade, convocato sulla trimestrale, procederà alla sostituzione del consigliere dimissionario Giuseppe Guarino, probabilmente con l'amministratore di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci, che potrebbe essere nominato a.d. della holding, al posto di Vito Gamberale. Questi per ora resterà consigliere, almeno fino all'assemblea straordinaria di Autostrade che sarà chiamata a dare il via libera alla fusione con Abertis e che dovrebbe tenersi tra il 26 e il 29 giugno. Il condizionale è d'obbligo dopo l'uscita di Bersani: «È lecito aspettarsi - ha detto ieri - che la società Autostrade prima di ogni ulteriore decisione attenda che ci sia un governo nella pienezza delle sue funzioni. Cosa che, se tutto va come deve andare, avverrà fra breve. Ci dev'essere la possibilità di un confronto su tutta questa vicenda». D'accordo con Bersani, l'ex ministro del Tesoro, Vincenzo Visco, che inoltre ha attaccato l'Anas: «La cosa più stravagante - ha sottolineato - è che si sia improvvisamente svegliata, rendendosi conto che era responsabile di tutte le cose che oggi vengono imputate a Autostrade». Per Visco, bisognerà vedere se l'operazione Abertis configura «una violazione rilevante». Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, e in corsa per il ministero delle Infrastrutture, ha le «idee chiarissime» sulla fusione, ma non intende farle prevalere: «Dovranno far posto alle decisioni collegiali del governo» ha spiegato. Non aspetta di confrontarsi con l'esecutivo invece Diliberto per chiedere la revoca della concessione: «Il rapporto tra concedente e concessionario è un rapporto fiduciario - osserva -: se colui che riceve la concessione la dà ad altri, allora è necessario che il concedente, cioè l'Anas e quindi lo Stato italiano, rivalutino l'offerta». Un plauso, Diliberto lo riserva a Gamberale: «Ha svolto una battaglia interna per me molto giusta». Dito puntato contro l'Anas invece per il sindacato dei gestori degli impianti di benzina autostradali, Fegica-Cisl: «I suoi dirigenti avrebbero dovuto esercitare la funzione di controllo che le norme attribuiscono». Per questo, si sostiene, il governo deve «sciogliere immediatamente il consiglio di amministrazione». Immediata la replica di Anas: «Fegica non rappresenta l'opinione delle organizzazioni confederali della Cisl deputate ai Trasporti e alla Funzione pubblica, né della segreteria generale di uno dei più importanti sindacati dei lavoratori». Infine nell'incontro tra Autostrade e le associazioni dei consumatori il gruppo avrebbe ammesso che esistono ritardi negli investimenti per 800 milioni, ma solo per «ritardi autorizzativi». |