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Torna in sella ad Alessandria, Asti, Monza e al fotofinish a Gorizia. Ma non a Cuneo. Nelle Province finisce 4 a 2, ma in quella di Genova si dovrà tornare alle urne ROMA. Il centrodestra riconquista Verona, Alessandria e Asti in Piemonte, Gorizia in Friuli, e in generale molti voti al Nord, specie in Lombardia e Veneto. Il centrosinistra tiene Genova e guadagna al Centro e al Sud, dove espugna L'Aquila, Taranto e Agrigento. Complessivamente non c'è insomma il tracollo dell'Unione e la spallata invocata da Berlusconi sembra di nuovo sfumata. Restano però tutti i problemi della maggioranza a cominciare dal crescente scollamento con la parte più ricca e produttiva del Paese. E' questa, in estrema sintesi, la fotografia restituita da questa tornata elettorale. Mentre si continua a parlare di crisi della politica, preoccupa poi il nuovo calo dell'affluenza. Per le elezioni comunali ha votato infatti il 73,9 per cento di chi aveva diritto, il 2,4 in meno rispetto a 5 anni fa. E per le provinciali si registra addirittura un crollo al 58 per cento, il 6,9 in meno rispetto alle elezioni precedenti. Segni di disaffezione e disinteresse che lasceranno spazio a interpretazioni di vario genere. Ma c'è già chi, come il neosindaco di Genova, Marta Vincenzi, lancia l'allarme di un ritorno d'astensionismo a sinistra. Per quanto riguarda il conto delle amministrazioni conquistate dai due schieramenti, la partita delle provinciali finisce 4 a 2 per il centrodestra (si partiva da un 4 a 3) e il ricorso al ballottaggio a Genova. La Cdl conferma infatti la propria maggioranza a Vercelli, Varese, Como e Vicenza, il centrosinistra a La Spezia e Ancona. Ma la novità più significativa è proprio il ricorso al ballottaggio per la Provincia di Genova, anche se con il centrosinistra in vantaggio. La quinta proiezione di Consortium per la Rai assegnava infatti il 48,9 all'Unione e il 45,9 al centrodestra. Per quanto riguarda i Comuni, il conteggio dei campanili pende più decisamente a favore del centrodestra che riconquista Verona dopo essere tornato a presentarsi unito. Ma soprattutto conquista già al primo turno Alessandria e Asti in Piemonte, Monza in Lombardia, ed è sul filo di lana per conquistare Gorizia in Friuli. Il centrosinistra conquista invece L'Aquila, dove governava il centrodestra, e va al ballottaggio a Parma e Lucca, altre due amministrazioni uscenti di centrodestra, anche se a Parma la Casa delle libertà non dovrebbe avere difficoltà al ballottaggio. Del tutto atipica è invece la situazione di Taranto dove potrebbero affrontarsi al ballottaggio i due candidati fra cui si è divisa l'Unione, mentre in base alla seconda proiezione dovrebbe restarne fuori il centrodestra. Dei comuni che amministrava, il centrosinistra va al ballottaggio a Piacenza (ma si deciderà al fotofinish), mentre in Piemonte conferma al primo turno il sindaco di Cuneo ed evita così una debacle totale in Piemonte. I ballottaggi in Sicilia, dove per il primo turno si era votato due settimane fa, finisce invece 14 a 7 per il centrodestra. Ma complessivamente è l'Unione a conquistare posizioni. Tutti e 21 i Comuni in cui si è votato erano infatti amministrati dal centrodestra. Ma al di là del conto delle amministrazioni conquistate, il centrodestra vuole sottolineare anche la somma dei voti di lista intercettati dalle due coalizioni. Un conto difficile da fare, soprattutto a causa delle differenze di alleanze e di liste presentate. Non c'è però dubbio che in generale l'opposizione aumenta i consensi, specie al Nord, dove ad esempio conferma le province di Como e Varese con percentuali vicine al 70 per cento, mentre il centrosinistra cede qualcosa. Non particolarmente brillante è infine il risultato di lista dell'Ulivo, prova generale del futuro Partito Democratico. Il listone di Ds e Margherita incassa infatti risultati apprezzabili solo a Genova (il 35,5 per cento) e a Lucca (28,7). Per il resto viaggia fra il 17,4 di Verona, al 16,6 di Gorizia, fino alla beffa del 20,2 di Taranto (insieme a Idv e Sdi) dove viene surclassato da una lista multicolore di sinistra radicale, Udeur, Dc e Nuovo Psi che incassa circa il 36 per cento e manda così il proprio candidato al ballottaggio. |