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ORTONA. Sarà necessario il turno di ballottaggio per decidere chi sarà il sindaco di Ortona. Nicola Fratino, primo cittadino uscente della Cdl e Tommaso Coletti, il candidato dal centrosinistra, se la vedranno fra due settimane per il giorno della verità. Chi si attendeva una soluzione veloce è rimasto deluso. Coletti, che spendendo il proprio prestigio personale di ex senatore e presidente in carica della Provincia, rischia, in caso di insuccesso, di vedere sfumare il sogno di diventare sindaco ma soprattutto di subìre un ridimensionamento nella leadership del centrosinistra in provincia. Fratino, contento di essere prima scelta al ballottaggio, non può certo essere felice di vedere erosa la grande forza elettorale ottenuta cinque anni fa, quando stravinse al primo turno con oltre il 60 per cento dei consensi. La forza della sua coalizione è scivolata a poco più del 46% con un calo netto proprio nei partiti di prima fila dell'alleanza, Forza Italia (ex primo partito cittadino con il 18,3% nel 2002) e An che perdono entrambi terreno rispetto al maggio 2002. Oggi, il partito più forte nello schieramento di centrodestra è la lista del vicesindaco uscente, Remo Di Martino, la Dc per le autonomie (ex Insieme per cambiare) che pure perde qualcosa rispetto al 15% conquistato cinque anni fa. L'«effetto» Coletti si è visto poco in termini di coalizione, il centrosinistra non cresce abbastanza rispetto ai risultati del 2002, quando alla carica di sindaco candidava Roberto Serafini. Ma la forza elettorale del presidente della Provincia si è vista nella buona performance del suo partito, la Margherita, che diventa di gran lunga il primo di Ortona con più del 19% mentre i Ds segnalano un incremento di circa due punti (10,92%). L'esito della consultazione per il Comune di Ortona resta dunque affidato agli accordi che i due sfidanti sapranno fare con i "dissidenti" del centrodestra, Franco Vanni - oggi leader del cartello di centro con Udeur, Italia di mezzo e Dc - e Giuseppe Granata, capofila della lista civica Centro democratico. Ci saranno apparentamenti al secondo turno o si andrà verso soluzioni diverse, diciamo meno ufficiali? Fratino non si scompone: «Non decido io, nei prossimi giorni riunirò tutti i partiti dello schieramento per definire il da farsi. Non credo agli apparentamenti e gli accordi sottobanco li lascio a Coletti». Coletti, da parte sua, una mezza intesa con l'Udeur di Vanni l'ha già "siglata" nel corso dello speciale elezioni andato in onda ieri sera su Reteotto. Per il presidente-candidato, l'accordo sembra l'unica strada per cercare di invertire l'orientamento di un elettorato che per il momento lo ha messo sotto a Fratino. «Ma accordi come questo», ci tiene a dire Tommaso Coletti, «non si fanno in televisione. Occorre un ragionamento per capire quali sono gli interessi della città». PREFERENZE: I dati sulle preferenze sono parziali. |