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Argirò: ci sarebbe voluto un miracolo A Raspa le briciole
SAN SALVO. Riparte dal sindaco uscente il comune più a sud d'Abruzzo, roccaforte del centrosinistra. Gabriele Marchese (Ds) ce l'ha fatta al primo turno, può riprendere subito a dirigere la macchina amministrativa senza aspettare il ballottaggio. La sua vittoria è stata schiacciante ed evidente fin dalle prime schede scrutinate. Gli imprenditori Nicolà Argirò (otto liste, centrodestra) e Luigi Raspa (Dc e lista Equità sociale) sono sempre rimasti indietro mentre Marchese si apprestava a varcare la soglia del 50 per cento attestandosi alla fine attorno al 56 per cento. «Per prima cosa realizzerò un forum dei giovani», afferma il sindaco al suo secondo mandato. La più giovane "città" del Vastese - titolo conquistato nel marzo di quest'anno - resta ancorata al centrosinistra, confermando la fiducia ai programmi della giunta Marchese. La forbice elettorale si è sempre di più allargando mano a mano che venivano scrutinate le schede provenienti dalla Marina. E' qui che il sindaco ds - 50 anni, sposato e padre di una bimba, direttore in aspettativa della cooperativa artigiana del Vastese - ha ricevuto quella spinta che l'ha fatto decollare staccando inesorabilmente Argirò, il suo avversario diretto e dato alla vigilia, in forte rimonta. Questo risultato colto alla Marina fa ora gridare allo stesso Marchese "abbiamo vinto su tutti i fronti", e,di contro, fa commentare lo stesso Argirò "il miracolo non c'è stato". San Salvo, 18mila abitanti, la città rampante, ha ancora una volta voluto tagliare corto: nessuna scorciatoia, nessuna deviazione, ma continuare su quella strada che ora diventa una sorta di autostrada. «I cittadini mi hanno creduto, hanno visto che sono di parola», gongola Marchese, «il risultato è andato un po' oltre le aspettative e questo mi spinge ad impegnarmi subito per riprendere un discorso proiettato verso il futuro e non, come hanno fatto i miei avversari in campagna elettorale, basato sul passato». Sull'agenda dei neo sindaco c'è innanzitutto il forum dei giovani («perché 4.500 abitanti hanno meno di 18 anni») e poi un appuntamento fissato con chi è meno fortunato. «Aprirò un centro diurno per malati di mente per dare dignità anche a chi talvolta viene dimenticato», annuncia Marchese. Qualche brindisi, moltre strette di mano, tante congratulazioni e "in bocca al lupo". «Voglio ringraziare i sansalvesi e la coalizione che mi sostiene», riprende, «una coalizione che ha lavorato bene e che ha saputo conquistare anche il voto disgiunto di qualcuno dell'altra parte». Nicola Argirò, 43 anni, definisce la sconfitta evidente, e si ferma qui. Ritiene che aver ottenuto la percentuale che il centrodestra, voto più voto meno, aveva conquistato 5 anni fa, sia un risultato più che onorevole. «E' chiaro», aggiunge, «che il divario con Marchese è significativo, ma se fossi arrivato al ballottaggio credo che me la sarei potuta giocare alla pari». «Ho grande fiducia nei giovani che fanno parte della mia coalizione», continua, «siamo pronti a fare l'opposizione in consiglio comunale, anche se, in base a quanto raccolto, devo riflettere se farla più forte di quanto l'abbia svolta finora». E Raspa? L'imprenditore che viene dalla gavetta non ha alcuna intenzione di sotterrare l'ascia. «Nel caso riuscissi a entrare in consiglio comunale, continuerò a fare un'opposizione d'attacco», dice. E conclude: «Mi dispiace che i sansalvesi non mi abbiano capito, farò di tutto affinché ciò avvenga in futuro». Che resta saldo nelle mani di Marchese. |