Data: 29/05/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
SPECIALE ELEZIONI - MONTESILVANO - Cordoma: «Così vincerò il secondo round». Nessun accordo con gli altri candidati: «Con 24 punti di vantaggio posso farcela da solo»

MONTESILVANO - «Sono sicuro di vincere, perché nono si è mai visto che chi va al ballottaggio con oltre 24 punti percentuale sul diretto avversario debba preoccuparsi più tanto». Questo il Cordoma-pensiero di fronte al risultato che prende corpo a Montesilvano: centrodestra in vantaggio e Ulivo piegato dal contraccolpo giudiziario. Un vantaggio sulla carta incolmabile, a meno di un colpo di reni avversario negli ultimi metri; un risultato che però non consente a Cordoma di brindare al primo turno, come nella Cdl (ed in casa An in particolare) molti si aspettavano. Dopo tutto Lillo Cordoma ha recitato alla grande il ruolo di protagonista di questa convulsa campagna elettorale, capitalizzando al massimo l'effetto "Ciclone", il terremoto giudiziario che ha decapitato - un unicum nella storia della città - la giunta Cantagallo. Ai suoi comizi (l'ultimo fatto al Warner, al termine di uno spasso show di Pippo Franco e della cantante Annalisa Minetti) la gente lo ha applaudito con calore, convinta che il centrodestra fosse in questo particolare frangente della vita politico-amministrativa della città, la vera alternativa al passato. «Le cifre - spiega il candidato della Cdl - sono la diretta conseguenza di un programma che abbiamo illustrato ai cittadini, un decalogo fondato su cose concrete, come la maggiore attenzione al sociale (la casa Falini per anziani non è mai decollata), la trasparenza amministrativa, per la quale sarò il primo ad affiggere la mia dichiarazione dei redditi all'albo del Comune, invitando gli altri amministratori a seguire il mio esempio. Ma ci preoccuperemo della realizzazione di opere viarie fondamentali per decongestionare il traffico sulle strade principali della città dove oggi si respirano veleni. Fra l'altro le ultime analisi dell'aria risalgono al 2003 e non erano nemmeno confortanti».
Ma Cordoma lascia capire che andranno riviste altre cose importanti: «In città vanno rimesse a norma molti edifici scolastici; quello di Villa Carmine appaltato in era-Cantagallo è affondato nella melma e la costosa palestra auditorium cade a pezzi. Né potremo tralasciare l'aspetto fiscale: è inutile illudersi, le tasse vanno pagate, ma se comprimeremo le spese inutili, abolendo le famose consulenze esterne, sarà possibile abbassare le tasse. Ed infine ci impegneremo a contrastare la microcriminalità ed il fenomeno della prostituzione, con l'impiego dei vigili urbani e l'apertura di un commissariato di sicurezza».
Ma se non ce l'ha fatta al primo turno, nonostante una marcia costante intorno al 45-48%, come farà ora in vista del ballottaggio? Il tema sul tappeto è quello degli apparentamenti. E la prima risposta è un charo no. «Chi arriva al ballottaggio con un margine di vantaggio così consistente - spiega Cordoma - è sicuro di farcela. E' vero che la politica non è una scienza esatta, ma con un po' di esperienza e di fronte a certi risultati non è peccato di presunzione accarezzare sogni di vittoria». In realtà, a sbarrare la strada a un patto con Brocchi e il suo schieramento fisiologicamente vicino all'area moderata (Italiani nel Mondo, Udeur, La Cometa, anche dalla lista civica Arcobaleno) è lo schizzo di veleno arrivato in chiusura di campagna elettorale dall'ex asessore Paolo Di Blasio (il cui figlio corre con Arcobaleno per Brocchi): la storia è quella della querela per i manifesti di An che rivangano le disavventure giudiziarie di Di Blasio. Un autogol per Brocchi, specie dopo il tagliafuori pronunciato sull'altro fronte da Rifondazione. Ma Cordoma, numeri alla mano, dovrà comunque trovare il modo di catalizzare una quota dei voti in libera uscita dopo il primo turno. Sottobanco gli alchimisti della politica sono già all'opera per trovare la formula che consenta di celebrare un matrimonio tutto particolare. Una sorta di Dico, direbbero dall'altro fronte.



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