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«Tutto quello che era possibile fare per bloccare l'appalto della filovia, la Regione l'ha fatto. Ora la competenza è dei Comuni di Pescara e Montesilvano in quanto proprietari del sedime dove dovrà passare la filovia». E' chiaro Lamberto Quarta, il braccio destro del presidente Ottaviano Del Turco, in merito alla vicenda filobus: la Regione non c'entra più nulla nell'affaire, ora la patata bollente è nelle mani delle due amministrazioni comunali. Una delle quali dovrà aspettare due settimane prima di conoscere il suo nuovo sindaco e quindi il parere favorevole o contrario alla metropolitana di superficie. E' il risultato del vertice di ieri tra il governatore dell'Abruzzo e le associazioni cittadine che compongono il "partito del no" al filobus. Risposta chiara, ma i tempi stringono: la firma del contratto tra Gtm e Balfour Beatty c'è già stata, ora si tratta di aspettare la presentazione del progetto esecutivo da parte della società che si è aggiudicata l'appalto. Poi via libera ai lavori. Ecco perché i cartello delle 14 associazioni contrarie alla filovia - con l'associazione "strada parco" in testa guidata dall'ingegner Mario Sorgentone - ieri ha affrontato il viaggio all'Aquila. Il presidente Del Turco dopo aver ascoltato le perplessità delle associazioni relative al progetto del "Phileas" ha ribadito il no della Regione al passaggio della filovia sulla strada parco, chiarendo molti aspetti. A parlarne è Quarta: «La firma del contratto per la realizzazione del filobus era un atto dovuto - dice Quarta -. Se la Gtm non avesse firmato si sarebbe messa nella posizione scomoda di dover pagare una penale del 10 per cento del costo dell'opera alla Balfour Beatty e di finire davanti alla Corte dei conti. E la Regione non poteva fare nulla per evitarlo: la gara d'appalto - ricorda il braccio destro di Del Turco - è stata avviata più di un anno fa dall'ex presidente della Gtm Riccardo Chiavaroli (esponente di Forza Italia). La Regione ha cercato di rallentare l'iter procedurale ma Del Turco non è un monarca e non ha potere di revoca. I Comuni di Pescara e Montesilvano titolari di quel sedime stradale al contrario non si sono mai pronunciati in merito se non con una lettera e con una delibera di giunta di poco conto nel caso di Montesilvano». E continua: «Se i consigli comunali si pronunciassero contro il progetto con atti amministrativi ben precisi, potrebbero arrivare a bloccare la realizzazione dell'intervento». In poche parole l'accordo di programma che fu sottoscritto tra i due Comuni col ministero dei trasporti diversi anni fa potrebbe essere revocato in quanto progetto diverso da quello originario che prevedeva un collegamento tra Silvi e Montesilvano. Non solo. «Se ci fosse una motivazione legata ad un interesse pubblico - aggiunge Quarta - secondo la quale la filovia non sarebbe poi così necessaria, si potrebbe scongiurare anche il pagamento della penale». Una versione che non convince l'amministrazione comunale pescarese. E infatti, dietro l'ufficiale no comment si apprende che il consiglio comunale potrebbe sì decidere di revocare l'appalto, ma con la certezza di dover pagare una penale alla Balfour che ricadrebbe inevitabilmente sulle tasche dei pescaresi. |