Data: 30/05/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
L'Aquila, oggi s'insedia il sindaco Cialente. Soddisfazione nell'Udeur per il grosso risultato: +8,5%. Clamoroso tonfo di Forza Italia

L'AQUILA - Massimo Cialente, nuovo sindaco dell'Aquila, ha stappato il "magnum" di spumante solo all'1.30 di notte, quando ancora la macchina elettorale del Comune era incagliata su alcuni seggi (uno, il 26 a Pettino, s'è chiuso solo ieri verso mezzogiorno). Ha stappato lo spumante più perché forzato dal sottosegretario Giovanni Lolli e dalla presidente della Provincia Stefania Pezzopane, oltre che dall'entusiasmo dei presenti, che per convinzione. Perché lui avrebbe forse atteso davvero mezzogiorno di ieri, alla chiusura dell'ultimo seggio. Tanto entusiasmo, ma anche tanta coscienza che gli elettori, più della metà degli aquilani, gli hanno attribuito il non facile compito di raddrizzare il destino della città.
Ieri mattina il primo atto di Cialente è stato la visita di cortesia istituzionale al presidente dalla Regione, Ottaviano Del Turco, accompagnato dalla Pezzopane, quasi a sancire un patto di mutua assistenza, visto che i tre enti sono tutti "consanguinei", tutti di centrosinistra. E Dio solo sa quanto il Comune dell'Aquila ha bisogno di una mano dalla Regione e, perché no?, anche dalla Provincia: per il problema dello smaltimento dei rifiuti, ad esempio. Intanto questa mattina alle 9.30 Massimo Cialente salirà a palazzo Margherita, sede del Municipio, dove avverrà lo scambio delle consegna con Biagio Tempesta, che lascerà quella poltrona dopo nove anni. Da quando la ricevette da un altro diessino (allora Pds), Antonio Centi.
Quel che è fatto è reso, comunque. Perché cinque anni fa Tempesta vinse al primo turno contro Celso Cioni, candidato del centrodestra considerato da subito troppo debole; alla pari di Maurizio Leopardi, troppo tardivamente, e forse senza neanche troppa convinzione, "benedetto" dalla Cdl. Anche allora ci fu un crollo dei maggiori partiti della coalizione perdente, proprio come oggi. Forza Italia ha fatto segnare una flessione del 9,07 per cento, né tanto meglio è andata ad Alleanza nazionale (- 4,86%) e al Nuovo Psi (- 1,16%). Discorso a parte merita l'Udc, la cui flessione (circa 12 punti) va mediata con la scissione dell'Italia di mezzo. Nel centrosinistra leggerissima flessione della Margherita (- 0,67%), segno più per tutti gli altri con un clamoroso + 8,55% per l'Udeur ed un sostanziale raddoppio per Idv e Sdi. Sicuramente buono il risultato della civica L'Aquila Città Unita, un po' deludente l'Italia di mezzo, che ha sicuramente risentito della sortita "sinistrorsa" del suo leader nazionale Marco Follini.

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