|
S'inasprisce lo scontro sulle norme del cosiddetto trasporto innovativo all'esame della Camera. In serata timidi segnali di disgelo ROMA. Tornano a fermarsi le auto bianche. Le organizzazioni dei tassisti hanno infatti confermato il fermo nazionale per oggi e annunciato una manifestazione a Roma. Proclamato una decina di giorni fa, lo stop è il secondo nel giro di poche settimane, visto che già l'8 maggio la categoria aveva incrociato le braccia. Al centro delle proteste, che renderanno difficile la circolazione nelle città, ci sono le norme sul cosiddetto trasporto innovativo contenute nel disegno di legge sulle liberalizzazioni. Le norme hanno nuovamente messo in allarme il settore, a meno di un anno dalle dure proteste della scorsa estate. I sindacati si attendono un'alta adesione. In base alle stime di Taxi Italiano il fermo di domani riguarderà «circa 30.000 auto pubbliche e tassisti aderenti sia a Taxi Italiano, sia a tutte le organizzazioni di rappresentanza unite per la prima volta in piazza». Un corteo sarà organizzato a Roma, dove, secondo Uritaxi, convergeranno almeno 10mila tassisti. «Lasceremo i taxi al Circo Massimo - spiega Loreno Bittarelli, presidente di Uritaxi - alle 10 partirà un corteo da piazza Esedra, che poi attraverserà via Cavour e via dei Fori Imperiali per far tappa a piazza Santi Apostoli, dov'è prevista un'assemblea». «Questo fermo - aggiunge Maurizio Longo, Coordinatore di Taxi Italiano - poteva essere evitato dialogando e ascoltando la categoria. Ciò non è avvenuto per un atteggiamento irresponsabile del governo che ora dovrà farsi carico anche di un inevitabile inasprimento del confronto». Il blocco nazionale è stato deciso per protestare contro il disegno di legge sulle liberalizzazioni, attualmente al voto della Camera, che introduce nuove regole sul cosiddetto trasporto innovativo. La norma è pensata per venire incontro alle esigenze di particolari categorie, come i disabili, e per favorire il trasporto multiplo ed ecologico. Ma i tassisti temono conseguenze pesanti per la categoria. «Anche con le modifiche apportate attraverso gli emendamenti - afferma Loreno Bittarelli, presidente di Uritaxi - il testo non ci soddisfa. L'articolo 11 apre l'accesso al settore di soggetti terzi, uscendo dalle categorie delle auto bianche e dei noleggiatori con conducente. L'articolo 8 dà spazio alle compagnie aeree perché possano organizzarsi per effettuare trasporto auto di passeggeri anche al di fuori degli scali aeroportuali». Possibili disagi per lo sciopero dei taxi si prevedono oggi anche negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino. Da parte sua la società di gestione, Aeroporti di Roma, nel ricordare «che potrebbe venir meno la disponibilità del servizio taxi», fa sapere che informerà i passeggeri con un avviso on line disponibile su www.adr.it. Per i collegamenti con la città viene consigliato in alternativa l'utilizzo del treno o delle auto a noleggio. Ma in serata arrivano timidi segnali. «Preso atto della sensibilità di Camera e governo, auspichiamo di poter essere convocati per capire le intenzioni dell'esecutivo». Lo afferma il coordinatore di UnaTaxi, Fabio Parigi, riferendosi «all'esame degli emendamenti chiesti dalla categoria». |