Data: 31/05/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Cialente, primo giorno da sindaco. Ha avuto subito una riunione con tutti i dirigenti delle ripartizioni. L'uscente Tempesta ha preteso un saluto in privato
poi se n'è andato di soppiatto da una porta di servizio

Una cerimonia in tono minore, quella dell'insediamento a palazzo Margherita del nuovo sindaco Massimo Cialente. Se questi ha infatti evitato lunghi codazzi proprio per dare maggiore sobrietà al momento, il sindaco uscente Biagio Tempesta, dopo aver salutato lontano da occhi indiscreti (e soprattutto dei mezzi di informazione) il nuovo entrato, s'è infatti allontanato quasi di soppiatto utilizzando una porta laterale. Una caduta di stile, l'ultima in nove anni, per uno che nove anni prima era stato ricevuto dal perdente Antonio Centi il quale era sì imbarazzato in quel momento che per lui deve essere stato tremendo, ma molto dignitoso nel comportamento. Caratteristiche, queste, che non è stato possibile osservare ieri in Tempesta, sgaiattolato in maniera quasi furtiva dalla porta... di servizio. Ma tant'è.
Salito assieme a poche persone (tra cui il padre) fino alla stanza del sindaco, Cialente ha raccontato che Tempesta lo ha abbracciato facendogli gli auguri «per il bene della città». Poi il nuovo sindaco, emozionato, anzi «imbarazzato» come ha confessato, s'è seduto sulla poltrona di primo cittadino («È fatta di cocci e spine, me l'ha confermato anche Tempesta») ed ha colloquiato con i giornalisti. Ha detto che non cambierà gli arredi («Bisogna abbassare i costi della politica, lo dicono tutti...») ma ha chiesto un computer; alla domanda se sulla scrivania metterà la foto di Fassino o di Mussi, ha risposto che prenderà alcune «significative» a cui tiene; ha ricordato poi con nostalgia la prima volta, «circa 20 anni fa» che era entrato in quella stanza, segnalando la presenza di molti giovani nel nuovo Consiglio comunali augurandosi «che acquisiscano la passione con il tempo». Poi ha spiegato di aver bene in mente le parola del presidente della Repubblica, Napolitano, «sull'abisso che c'è tra il Palazzo e i cittadini, che va colmato con il rigore e la moralità».
Il nuovo sindaco ha poi parlato della squadra, dicendo di ritenere sufficienti otto assessori «per la riorganizzazione che ho in mente, anche se si valuterà se ce ne vorrà qualcuno in più o in meno». Prevede poi una maggiore partecipazione del Consiglio comunale, per cui alcuni componenti riceveranno «deleghe a tempo su cose che meritino un'attenzione particolare». Alla domanda di cosa si aspetti dall'opposizione ha risposto che «visti i rapporti buoni in campagna elettorale con Leopardi spero in un atteggiamento costruttivo. Il ruolo della maggioranza dipende da come agisce l'opposizione. Se si fanno le cose alla luce del sole, con passaggi trasparenti e chiari, le decisioni potranno essere anche partecipate». Sul problema della metropolitana ha detto di avere rapporti telefonico continui con il ministro del Trasporti, Bianchi, «per risolvere un problema che mi sta rovinando la festa». Poi ha salutato i giornalisti e s'è messo al lavoro. Ha avuto subito, annunciata dal segretario generale Giorgio Lovili, una riunione con tutti i dirigenti della ripartizioni per avere un quadro della situazione dei problemi.
Intanto sulla vittoria di Cialente l'onorevole Pierluigi Mantini (Ulivo) ha detto che «sarà un grande sindaco: ora occorre un governo della città basato su più competenze professionali e meno partitocrazia». Invece Gianfranco Cerasoli (Uil nazionale Beni culturali) ha invitato il nuovo sindaco a prestare maggiore attenzione del suo predecessore al settore della cultura.

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